Note di regia di "Chalk Compass"
Lavoro con spazio, luce e materia per creare ambienti che incarnano insieme transitorietà e stabilità: luoghi che invitano a una pausa e a uno spostamento dell’attenzione. Installazioni, film, pitture e testi sono legati da un interesse comune per la percezione: come inquadriamo il mondo, cosa perdiamo passando, e come luce e ombra, struttura e tempo possano insinuare lievi scarti nel nostro senso di dove siamo e chi siamo. Intervengo spesso su condizioni spaziali “trovate” con materiali essenziali, effimeri o recuperati (tessuto, specchio, pietra, foto, pigmento, cibo, odore), elementi domestici resi leggermente estranei, più da esperire che da leggere. C’è una corrente cinematografica, ma senza narrazione: più che illustrare un’idea, cerco una situazione sensoriale e temporale in cui qualcosa possa accadere in modo quieto. Evito lo spettacolo a favore della risonanza: quella che resta, incorporata nella memoria del corpo.
Chiara Williams