IBRIDAZIONI - Il racconto della floricoltura
in Liguria in un mondo che cambia
Con "
Ibridazioni - Sanremo. Un Paese Vivo o Morto", Alberto Valtellina firma un documentario che guarda alla Riviera ligure attraverso una prospettiva originale: quella della floricoltura, attività che per decenni ha rappresentato una delle principali risorse economiche del territorio e che oggi si confronta con trasformazioni profonde. Al cinema dal 18 giugno 2026.
Il film segue il percorso di Maurizio, fotografo ed ex ciclista che torna nella sua terra d'origine per comprendere come sia cambiato il mondo in cui sono cresciuti i suoi genitori, un tempo impegnati nella coltivazione dei fiori. Da questa ricerca personale prende forma una riflessione più ampia sulle conseguenze della globalizzazione, sui cambiamenti sociali e sulle dinamiche del settore agricolo.
Uno degli aspetti più interessanti del documentario è l'attenzione dedicata agli addetti ai lavori, soprattutto a coloro che si occupano delle ibridazioni. Sono figure spesso poco conosciute ma fondamentali nello sviluppo di nuove varietà floreali. Valtellina mostra con cura il carattere artigianale di questo lavoro, fatto di osservazione, esperienza e pazienza, evidenziandone anche gli aspetti più tecnici e scientifici. Talvolta, forse, il documentario è un po’ troppo tecnico-scientifico e sovraccarico di informazioni.
Accanto alle spiegazioni sul processo di ibridazione trovano spazio numerose testimonianze che arricchiscono il racconto. Le voci dei protagonisti restituiscono il senso di un territorio in trasformazione, segnato non soltanto dalle difficoltà economiche ma anche da un progressivo cambiamento culturale, come il ricambio generazionale. Infatti, molti genitori hanno “mandato via” figli e nipoti dalle campagne, spingendoli verso la città alla ricerca di un futuro migliore. Quello dello “svuotamento delle campagne” è un fenomeno molto ampio e tante persone hanno abbandonato un'attività considerata sempre più faticosa e meno sostenibile.
Il documentario affronta anche la questione della crisi climatica. Le temperature sempre più elevate e le alterazioni delle stagioni incidono sulla fioritura e rendono più complesso il lavoro degli operatori e delle operatrici del settore, aggiungendo nuove difficoltà a una realtà già messa alla prova dai cambiamenti del mercato e dai processi di delocalizzazione.
Dal punto di vista visivo, “Ibridazioni” offre immagini suggestive dei paesaggi della Riviera. Particolarmente efficaci risultano le sequenze in bianco e nero, che mettono in dialogo passato e presente e sottolineano quanto siano mutati non solo i luoghi e i paesaggi, ma anche la società. Le musiche hanno un tono giocoso e contribuiscono ad alleggerire una narrazione che affronta temi complessi.
Lo sguardo fotografico del regista emerge con forza e le inquadrature rispettano un’estetica molto precisa, pulita e poetica.
Le due chiavi di lettura dell’opera sono l'osservazione e l'approfondimento. Questa impostazione permette di entrare nel dettaglio delle questioni affrontate, ma richiede anche una certa attenzione da parte di chi osserva. In alcuni momenti il ritmo è lento e la forte componente tecnica rende il racconto meno coinvolgente per chi non è particolarmente interessato all'argomento.
Nonostante ciò, “
Ibridazioni” riesce a raccontare una vicenda locale che assume un significato universale. Dietro la storia dei fiori e delle serre emerge infatti il tema, sempre attuale, della trasformazione del mondo rurale e della progressiva scomparsa di attività che per generazioni hanno definito l'identità di intere comunità. Un saggio riflessivo e ben documentato, capace di offrire uno sguardo sensibile su un patrimonio culturale e umano che rischia di essere dimenticato.
15/06/2026, 13:44
Marta Bello