Note di regia di "In Somnia"
Con "
In Somnia" abbiamo voluto creare un’esperienza che non si limitasse a rappresentare il sogno, ma che provasse a riprodurne alcune dinamiche percettive e narrative. Ci interessava costruire uno spazio in cui il pubblico potesse sperimentare quella particolare condizione di sospensione che caratterizza l’esperienza onirica: un territorio in cui le immagini si trasformano, le connessioni sfuggono alla logica razionale e il significato rimane aperto.
Per tradurre questa riflessione in un’esperienza concreta abbiamo immaginato un percorso in cui il pubblico attraversa diverse soglie percettive. L’oscurità iniziale, il labirinto di veli semitrasparenti, le immagini frammentate, i paesaggi sonori mutevoli e il pozzo interattivo sono stati concepiti come elementi di un ambiente in continua trasformazione, capace di reagire alla presenza di chi lo attraversa senza mai lasciarsi controllare completamente.
Una parte importante del lavoro è stata dedicata alla raccolta e alla rielaborazione dei sogni degli autori e delle autrici. Questi frammenti personali costituiscono la materia viva dell’installazione e alimentano il pozzo centrale, da cui emergono immagini, suoni e racconti che si diffondono nello spazio. Pur partendo da esperienze individuali, il nostro intento era quello di evocare temi universali e condivisi, nei quali ciascuna persona potesse riconoscere qualcosa della propria esperienza.
Il momento finale dell’installazione completa questo processo trasformando il sogno da esperienza privata a memoria collettiva. I racconti lasciati dal pubblico entrano a far parte di un archivio in continua evoluzione, che cresce e si modifica a ogni attraversamento.
Più che offrire una lettura univoca del sogno, "
In Somnia" invita a sostare nell'incertezza, ad accogliere ciò che sfugge all'interpretazione immediata e a riscoprire il valore dell'immaginazione come spazio di ascolto, trasformazione e possibilità.
Collettivo M068