.MOV - Dal 15 al 18 luglio a Roma
Dal 15 al 18 luglio 2026 torna a Roma, a Villa Lais,
.MOV, il progetto dedicato alle forme contemporanee della videodanza internazionale, ideato e diretto da Roberta Nicolai e realizzato dall’Associazione Il triangolo scaleno. Per la sua quarta edizione, .MOV si configura come uno spazio aperto di visione e attraversamento, in cui cinema, danza e pratiche del corpo si intrecciano in un territorio in continua trasformazione. Le proiezioni si tengono nell’anfiteatro di Villa Lais, che per l’occasione si trasforma in uno spazio culturale aperto, accessibile e gratuito, in cui la visione diventa esperienza condivisa e incarnata. L’8 e il 10 ottobre
.MOV KIDS dedicato ai più piccoli propone laboratori per la realizzazione di uno storyboard e workshop di visione di opere di videodanza per bambini dagli 8 ai 12 anni, alla Biblioteca Nelson Mandela e alla Biblioteca Collina della Pace.
Le opere in programma, provenienti da 22 paesi (Italia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia, Polonia, Belgio, Spagna, Francia, Portogallo, Svizzera/Colombia, South Korea, USA, Malesia/Singapore, Francia/USA, Cina, Iran, Côte d'Ivoire, Messico, India), offrono una costellazione di pratiche, visioni e corpi che abitano la soglia tra visibile e invisibile, tra gesto e sottogesto, tra ciò che accade e ciò che resta latente.
In film come "
Inhale" e "
Bailaora", il corpo si fa luogo di resistenza: sospeso, trattenuto, o attraversato da una forza vitale che emerge anche nelle condizioni più estreme, il gesto diventa atto politico e spazio di trasformazione. "
In What Remains", la memoria stessa prende forma nel corpo, che si muove sul confine tra inizio e fine, mentre in Winterreise il movimento si deposita come processo silenzioso, trasformazione interna che accade passo dopo passo. Altri lavori interrogano le dimensioni collettive e sociali del corpo e della danza: in "
Hold the Track", il movimento individuale si intreccia con molteplici voci, restituendo la pressione delle aspettative e delle norme; in "
Drenched" il gesto si apre a una dimensione condivisa, cercando una possibilità di liberazione emotiva. "
Flores del otro patio" e "
Hidden Steps", offrono la visione della danza come pratica di riemersione culturale e politica, gesto che riattiva memorie, lingue e comunità che la storia ha marginalizzato. Molti film esplorano il rapporto tra corpo e ambiente, tra organismo e contesto. In "
Buen Camino", il paesaggio si offre come spazio di attraversamento interiore; in "
The Brutalist Death of a Brutalist Parrot", il corpo si confronta con la rigidità dell’architettura; in "
Spettri Cromatici", la tecnologia trasforma la percezione stessa del corpo, che si dissolve in flusso termico e presenza spettrale.
Altre traiettorie attraversano il tempo come materia coreografica. In "
No Longer / Not Yet" e "
Everything is Right Before", l’attenzione si concentra sull’attesa, sul momento prima del gesto, su una soglia temporale in cui tutto è ancora possibile. "
In Does Your Heart Pound Like Mine" e "
Veins of Grace", il ritmo diventa memoria incarnata e processo di trasmissione, tra genealogia e reinvenzione. La screendance si configura così non come un genere, ma come un territorio poroso, in continua trasformazione, in cui cinema, danza e linguaggi audiovisivi si intrecciano senza gerarchie. Un campo in cui convivono documentario e sperimentazione, biografia e gesto astratto, archivio e invenzione.
Accanto alle proiezioni, la quarta edizione introduce
.MOV FRAME, una serie di quattro incontri brevi che precedono le serate, pensati per orientare lo sguardo del pubblico senza chiuderlo, offrendo strumenti minimi per entrare nella visione.
All’interno della programmazione si inserisce il seminario “
Corporeità performativa, screendance e condizioni di visione”, a cura di Roberta Nicolai e Marco Longo: un dispositivo di ricerca pratico-teorica dedicato alle relazioni tra corpo, immagine in movimento e sguardo, accogliendo progetti in fase di costruzione nel campo del pre‑scenico e del pre‑filmico. Artisti e artiste della scena, videomaker e video artist sono invitati a condividere processi, materiali, immaginari e domande aperte, in un contesto di confronto collettivo che mette in relazione pratiche performative e audiovisive senza gerarchie disciplinari. Il seminario si propone come luogo di sospensione rispetto alle urgenze produttive, restituendo centralità al processo creativo e alla ricerca, e mantenendo aperta la possibilità di sviluppi futuri all’interno delle attività di
.MOV e di Teatri di Vetro.
Il progetto, promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, con il patrocinio del VII Municipio
30/06/2026, 15:34