SAHBI - Un cortometraggio animato commovente
“
Sahbi”, scritto, diretto e animato da Ivana Esposito, è un cortometraggio animato che colpisce dritto al cuore.
Presentato in anteprima mondiale al
Giffoni Film Festival, l’opera - prodotta da Nanofilm Production e distribuita da PunxFilm - dura meno di cinque minuti, ma riesce a condensare un racconto sorprendentemente intenso. È una di quelle opere che sembrano lievi durante la visione e che invece continuano a sedimentare anche dopo i titoli di coda.
L'animazione ha un gusto raffinato e caratteristico, elegante senza essere leziosa. Il character design e la sintesi visiva sono ottimi, ricordando l’animazione di altissima qualità del mondo franco-belga. I personaggi richiamano molto lo stile del fumettista Jordi Lafebre, la cui cifra stilistica è l’espressività. I personaggi sono essenziali, ma funzionano bene senza bisogno di moltissimi dettagli. Non ci sono virtuosismi, c’è invece una sincerità disarmante che fa dimenticare al pubblico il lavoro che c'è dietro ogni singolo fotogramma. Infatti, dal punto di vista tecnico, c’è una qualità produttiva notevole. Colori e atmosfere sono coerenti, con quei toni profondamente caldi del tramonto che accompagnano bene il racconto.
Il tremolio delle linee, che potrebbe sembrare un’imprecisione tipica dei lavori in bassa qualità, dà invece un certo movimento, anche se non sempre è facile capire quanto sia davvero intenzionale.
Il cuore del cortometraggio, però, è la storia. Narra di due bambini che giocano al mare, con un anziano che sembra osservarli, fino a quando un accadimento porterà a un finale inesorabile e inatteso.
Il finale rappresenta il momento più riuscito dell'intero cortometraggio. La promessa di un ritorno, che però non avviene mai. È il momento in cui tutti i puntini si uniscono e tutto diventa chiaro. Ed è proprio in quel punto che si rilegge quanto appena visto, che assume un significato nuovo e drammatico. Anche il titolo “
Sahbi” che significa “mio amico” o “compagno”, assume un nuovo sapore. Molto toccante anche la dedica finale, che sancisce lo spaccato di storia vera appena vista.
Ivana Esposito affronta temi complessi come la malattia, l'amicizia e quei legami che resistono anche quando la vita cambia improvvisamente direzione, e lo fa con una sensibilità rara.
In pochi minuti riesce a evocare emozioni profonde, dimostrando come la brevità non sia un limite, ma possa diventare una straordinaria forza narrativa, soprattutto nel mondo dell’animazione.
“
Sahbi” è la dimostrazione che il cinema d'animazione continua a essere uno dei linguaggi più efficaci per affrontare temi universali con delicatezza e profondità. In appena cinque minuti riesce a parlare di vita, fragilità e affetto con una maturità che molti lungometraggi non raggiungono nemmeno in due ore.
Un breve film in grado di lasciare un segno e che merita di essere visto.
25/07/2026, 10:32
Marta Bello