ITALIAN GLOBAL SERIES 2 - Al Teatro Galli le star delle
dizi turche Özge Gürel e Serkan Çayoğlu
Che levento di stamattina, domenica 5 luglio 2026, al Teatro Galli sarebbe stato uno dei più attesi dell
Italian Global Series si era intuito già durante la serata di apertura venerdì scorso, quando
Özge Gürel e
Serkan Çayoğlu hanno attraversato il red carpet con centinaia di persone ad accoglierli. La conferma è arrivata prima con il sold out delle prenotazioni previsto inizialmente al Cinema Fulgor e poi spostato al più capiente Teatro Galli, che oggi era colmo in ogni ordine di posti, con fan accorsi anche da fuori Rimini per vedere da vicino i loro beniamini, partner nella vita e sul set, protagonisti di serie (le dizi) come Cherry Season, Dolunay e Mr. Wrong, che hanno fatto la storia della serialità internazionale. Un incontro che è stato costantemente accompagnato da applausi e risate del pubblico.
Le dimensioni del fenomeno le ha date la moderatrice dellincontro, la giornalista Ilaria Ravarino: le serie turche sono viste da 750 milioni di spettatori in tutto il mondo. La svolta, ha osservato, è avvenuta quando, sul finire degli anni 80, in Turchia sono apparse le prime TV private. Ma quali sono i ricordi dei due attori sulla televisione del loro Paese, quando erano ancora ragazzi?
Mi ricordo che da bambina vedevo soprattutto cartoni animati ha risposto
Özge Gürel -
poi quando ero più grandicella ho iniziato a vedere anche le serie che raccontavano la vita delle famiglie, un rituale che condividevo con i miei, ma le prime serie esprimevano emozioni molto più semplici rispetto ad ora.
Io sono nato e cresciuto in Germania - ha detto
Serkan Çayoğlu -
e anchio vedevo soprattutto cartoni animati insieme a mio fratello, ma ho un ricordo vago anche delle serie che vedeva mia madre e sulle quali buttavo giusto unocchiata.
Sulla percezione che il pubblico ha degli attori delle serie rispetto a quelli dei film,
Özge Gürel ha ammesso che il cinema in Turchia ha sempre avuto una grande importanza.
Ma non so se la televisione abbia meno prestigio, io non ho mai provato una sensazione di inferiorità me è certo che a me piacerebbe lasciare un segno anche nel cinema turco, magari con un bel progetto. Per
Serkan Çayoğlu
il cinema non ha tempo, è più duraturo, ma la nascita di Internet ha ormai ridotto la differenza tra cinema e televisione. Oggi vedo che il cinema vive un momento di crisi in tutto il mondo, spero tanto che torni ad essere popolare.
I due attori sono stati concordi nellammettere che il punto di svolta, nella percezione della loro popolarità, è avvenuta proprio in Italia con la loro partecipazione al programma televisivo Verissimo.
Fino a quel momento non eravamo in grado di capire il successo che stavamo avendo - ha raccontato
Özge Gürel -
in Turchia passavamo molto tempo sul set, quando uscivamo e qualcuno ci fotografava pensavamo fotografassero i turisti! Comunque che qualcosa stesse succedendo lo abbiamo capito quando le sceneggiature hanno cominciato a cambiare.
Con la nostra trasferta in Italia è cambiato un po tutto in effetti - ha spiegato
Serkan Çayoğlu -
io cercavo di mantenere la calma ma poi sono stato travolto dallaffetto che ci dimostrava il pubblico. Entrambi cerchiamo ora di portare avanti il nostro rapporto con i nostri fan, cerchiamo ove possibile di passare del tempo con loro, è qualcosa che ha un profondo significato per noi.
Ma qual è, secondo loro, la ricetta di questo successo trasversale delle dizi: le storie? Il conflitto tra tradizione e modernità? Le ambientazioni suggestive? Gli attori talentuosi?
Secondo
Özge Gürel le dizi raccontano
le emozioni che vivono tutti. Nel mondo digitalizzato di oggi ci riportano ai valori come lamore, lamicizia, la famiglia.
Serkan Çayoğlu:
Siamo consapevoli di toccare la vita di persone che vivono anche dallaltra parte de mondo, anche quelle che vivono le emozioni in modo diverso dal nostro e questo ci rende molto orgogliosi.
La fama permette di accrescere il proprio potere, magari sul controllo creativo?
Per
Serkan Çayoğlu
Certamente apre molto strade. Il mio obiettivo sarebbe quello di lavorare nel paese in cui sono nato, la Germania o magari anche in Italia.
Sui rapporti con i colleghi,
Özge Gürel:
La concorrenza fa bene a tutti, ma noi ci supportiamo vicendevolmente, ognuno segue il proprio percorso e la torta è grande. Certo accade che qualche collega mi scrive la sera rimproverandomi di non avere messo un like ad un post di Serkan, proprio mentre stiamo guardando insieme la televisione sul divano oppure stiamo cucinando!
Le dizi turche hanno suscitato più interesse nei confronti della Turchia, anche nei confronti della lingua, ma quanto di quello che vediamo nelle serie corrisponde alla realtà?
Forse non siamo così drammatici come ci vedete - ha scherzato
Özge Gürel - "
sicuramente ci divertiamo di più. Siamo comunque bravi a raccontare storie, a toccare anche le diverse culture che convivono in Turchia, solo moltiplicando un po il lato emotivo. Quello che è certo è che non passiamo così tanto tempo a guardarci negli occhi, rispetto a quando facciamo nella vita reale!"
05/07/2026, 19:55