ITALIAN GLOBAL SERIES 2 - Nicholas Meyer e David Zucker a Riccione
Si è tornati a parlare della grande serialità internazionale martedì 7 luglio, nella quinta giornata di
Italian Global Series a Riccione, con una conversazione tra due maestri della narrazione audiovisiva, Nicholas Meyer e David W. Zucker e il professore ordinario di Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali, Roy Menarini.
Nicholas Meyer ha raccontato di essere stato “fortunato con le persone con le quali ho lavorato, ho avuto opportunità, fortuna, sono caduto nelle cose come nel caso di The Day After, per esempio. Si trattava di un film per la televisione diviso in due parti e io fui il quarto regista cui fu proposto il progetto, non lo voleva fare nessuno, nessuno voleva parlare della guerra nucleare, nemmeno io in realtà. Ma il mio analista, che non parlava mai, in proposito mi disse: ‘Qui scoprirai chi sei veramente’. Sono riuscito a ottenere quello che volevo e, dopo che ci ho rimesso le mani per la versione cinematografica, in Europa è uscito nelle sale”.
David W. Zucker: “Scovare i talenti è sempre fondamentale in questo settore, bisogna sapere scegliere e insieme bisogna adattarsi a una industria che si modifica molto rapidamente”.
Sulla condizione di dovere seguire più narrazioni contemporaneamente, Zucker: “Ė come essere genitore di due gemelli, in effetti. Ma noi mettiamo i nostri autori nelle condizioni di potere lavorare al meglio tutti i giorni, sono importanti anche la lunghezza delle partnership, i rapporti a lungo termine, il rapporto intimo che si stabilisce con il team creativo per mantenere la rotta”.
A proposito della saga di Star Trek, Meyer: “Quando mi fu proposto il progetto non capivo la serie, mi sembrava una sciocchezza. Così ho iniziato a fare qualcosa che esulava dall’originale, ho creato un universo tutto mio, ho ridisegnato i set, i costumi, sono partito così”.
Sui prossimi progetti di David W. Zucker alle prese con le nuove stagioni di Alien: Pianeta Terra e di Blade Runner 2099: “Di Alien abbiamo iniziato le riprese a Londra poche settimane fa, di Blade Runner non posso parlare al momento, tra un paio di mesi uscirà qualche informazione al San Diego Comic-Con International, sarà una sfida, posso condividere solo che manterremo manterremo la continuità temporale con i film”.
Nicholas Meyer si sente più uno scrittore, uno sceneggiatore o un regista?
“Non mi ha mai importato la differenza, ciò che conta per me è che ci sia una buona storia da raccontare. Le storie sono iniziate davanti al fuoco e poi sono progredite ma oggi stiamo assistendo alla morte della narrazione che è rappresentata dallo smartphone, con racconti di 4 minuti e per giunta in formato verticale. Ma io proseguo ad amare il racconto diluito”.
David W. Zucker: “Io ho una speranza, che tutto questo prima o poi finisca e le persone tornino a connettersi davvero gli uni con gli altri”.
Nicholas Meyer è d’accordo: “Per me la migliore esperienza resta quella che si vive a teatro o al balletto, quelle per cui gli esseri umani si riuniscono!”
08/07/2026, 15:05