LAC FILM FESTIVAL 2026 - I premi
Sono
Bratiska di Gregorio Mattiocco e
Una notte ancora di Carmelo Segreto i vincitori della prima edizione del LAC Film Festival, rispettivamente come miglior cortometraggio della sezione Studenti e del concorso Aperto a tutti.
La manifestazione, promossa dal Laboratorio d’Arte Cinematografica di Roma, si è conclusa con la cerimonia di premiazione presentata da Chiara Colizzi e Alessandro Colizzi. Ad aprire la serata è stato un video-omaggio dedicato a Pino Colizzi, attore, doppiatore e direttore del doppiaggio.
Il Premio LAC per il Miglior Cortometraggio della sezione Studenti è stato assegnato a Bratiska di Gregorio Mattiocco. Questa la motivazione della giuria: «Per la limpidezza e la maturità con cui affronta un tema complesso e attuale, riuscendo a raccontare la condizione di chi vive lo sradicamento, la distanza e la difficoltà di comunicare senza ricorrere a retorica o semplificazioni. Per l’efficacia della scrittura, la delicatezza della regia e la capacità di trasformare una vicenda individuale in un’esperienza emotiva condivisa».
A Una notte ancora di Carmelo Segreto è andato invece il Premio LAC per il Miglior Cortometraggio della sezione Aperto a tutti, «per la verità dello sguardo con cui racconta l’inaspettato incontro tra una donna e un uomo legati da un passato comune. Il film coglie con misura e sensibilità quella tensione sospesa in cui ciò che è stato non sembra ancora concluso, coinvolgendo fin da subito lo spettatore in una dinamica autentica e profondamente empatica».
Per la sezione Studenti, il Premio LAC Casting Hub per il Miglior Attore è stato assegnato a Hlib Tovstoluh per Bratiska, «per aver saputo prestare il volto a un personaggio in via di evoluzione, combattuto tra rassegnazione e voglia di riscatto. Meravigliosi piani di ascolto, un’ampia gamma di corde che spaziano da passione e rabbia sopita a tenerezza e voglia di prendersi cura dell’altro, dimostrano un’ottima versatilità e una grande maturità attoriale».
Il Premio LAC Casting Hub per la Miglior Attrice della sezione Studenti è andato a Eco Andriolo per Il gatto di Monica, «per la capacità di rendere un personaggio femminile di rara leggerezza, sospeso tra disimpegno e spensieratezza, trasmettendo allo spettatore la sua voglia di vivere una vita da grandi ma senza assumersi alcuna responsabilità: tra ironia, bellezza e una punta di incanto, trapela con determinazione una capacità attoriale intelligente e sensibile».
Una menzione speciale come Miglior Attore della sezione Studenti è stata attribuita a Cesare Hary per Un sole bellissimo, «per un’interpretazione intensa, misurata e profondamente autentica, capace di raccontare con delicatezza l’incertezza, la paura e il desiderio di futuro di un giovane sulla soglia dell’età adulta. Cesare Hary attraversa il film con una presenza sensibile e mai forzata, dando verità emotiva al racconto e forza al legame tra i protagonisti».
Per la sezione Aperto a tutti, il Premio LAC Casting Hub per il Miglior Attore è stato assegnato a Lorenzo Adorni per Una notte ancora. «Con una presenza intensa e misurata, Lorenzo Adorni restituisce la complessità emotiva di un uomo legato a un passato che continua a risuonare nel presente. La sua interpretazione, costruita con naturalezza e sensibilità, attraversa il film con grande verità, lasciando emergere nei gesti, negli sguardi e nei silenzi tutto ciò che tra i personaggi resta sospeso e non detto».
A Nina Pons, protagonista di Distress Call, è andato il Premio LAC Casting Hub per la Miglior Attrice della sezione Aperto a tutti, «per la precisione e la coerenza con cui l’attrice accompagna il personaggio lungo tutto il racconto. Senza mai cercare l’effetto, costruisce una presenza credibile e autentica, affidandosi a una recitazione essenziale, controllata e, per questo, emozionante».
La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale come Miglior Attore a Lorenzo Lancellotti per L’interrogatorio. «Per la capacità di sostenere la tensione del racconto trasformando l’interrogatorio in un vero duello psicologico e di restituire con forza e complessità il lato più ambiguo del personaggio».
La menzione speciale come Miglior Attrice è stata invece attribuita ad Adele Dezi per La forma imperfetta dei ricordi, «per il modo in cui, con rigore e semplicità, è riuscita a comunicare le emozioni contrastanti di una figlia di fronte alla malattia e alla fragilità di un genitore. La sua interpretazione asciutta rende tangibile il complesso intreccio di amore, smarrimento, dolore, tenacia e cura che accompagna l’esperienza della perdita progressiva della memoria».
Il Premio CCS per la Miglior Fotografia è stato assegnato a Sante di Valeria Gaudieri, «per l’approccio delicato e sensibile al tema trattato, sostenuto da un uso della macchina da presa sempre coerente con le intenzioni narrative e con l’impianto complessivo del progetto. Il film si distingue per la capacità di accompagnare il racconto con misura ed efficacia, mantenendo un equilibrio formale che valorizza i contenuti e le interpretazioni. La giuria ha inoltre apprezzato la capacità della regista di lavorare con interpreti molto giovani, affrontando con naturalezza e autenticità le difficoltà della direzione dei bambini e ottenendo interpretazioni credibili e spontanee».
Nell’ambito dello stesso riconoscimento, una menzione speciale è andata a Festa in famiglia di Nadir Taji, per «una fotografia che non si dichiara esplicitamente nelle immagini ma preferisce manifestare la propria forza nascondendosi dietro la storia, accompagnandola con un attento lavoro di sottrazione, perfettamente coerente con il tipo di racconto, orientato verso un linguaggio documentaristico».
Una seconda menzione speciale per la fotografia è stata assegnata a Kushta Mayn, la mia Costantinopoli di Nicolò Folin, per «un lavoro fotografico coerente e ben calibrato, in cui l’uso della luce, sempre motivata dalla scena e dalle esigenze drammaturgiche, si integra armoniosamente con la luce naturale e artificiale, restituendo immagini di grande forza espressiva».
Il Premio Slim Dogs è stato assegnato a Il gatto di Monica di Letizia Zatti, «perché, attraverso un uso sapiente della fotografia e una direzione degli attori impeccabile, la regista trasforma una narrazione essenziale in uno specchio della contemporaneità. Un cortometraggio capace di esplorare le complessità del vivere attuale, creando un legame empatico profondo e immediato con lo spettatore».
A No War di Giulio Giorgetti è andato il Premio Pathos Distribution, «perché in soli tre minuti e trenta costruisce, attraverso immagini simboliche, una riflessione sulle conseguenze umane e universali della guerra. Libero da riferimenti a conflitti, nazioni o epoche specifiche, il film parla di perdita, distruzione e silenzio con un linguaggio emotivo e senza tempo. Al di là dello strumento con cui è stato realizzato, è il cinema – la visione, la sintesi e la capacità di toccare lo spettatore – ad aver guidato la scelta, riconoscendo nel linguaggio dell’intelligenza artificiale un nuovo territorio espressivo del cinema contemporaneo».
Il Premio del Pubblico della sezione Studenti è stato assegnato a Il gatto di Monica di Letizia Zatti, mentre Distress Call di Michele D’Anca ha conquistato il Premio del Pubblico della sezione Aperto a tutti.
Con la proclamazione dei vincitori si chiude la prima edizione del LAC Film Festival, tre giornate dedicate al cinema breve, alla fotografia, al documentario, alla formazione audiovisiva e ai nuovi linguaggi del racconto cinematografico.
14/07/2026, 10:27