IL FIORE DELLE TERRE NERE - MARCINELLE 70
ANNI DOPO - Il 9 agosto a Speciale Tg1
Tra il 1946 e il 1956 più di 140mila italiani varcarono le Alpi per andare a lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia, in Belgio. Era il prezzo di un accordo che prevedeva che il Belgio fornisse all’Italia l’equivalente di 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore italiano inviato. L’Italia soffriva ancora gli strascichi della guerra, con due milioni di disoccupati e intere regioni ridotte in miseria, mentre nella parte francofona del Belgio la mancanza di manodopera frenava la produzione delle miniere. Per convincere gli uomini a partire, in tutta Italia venivano affissi manifesti che presentavano soltanto gli aspetti più allettanti di quel lavoro. La realtà, però, era fatta di condizioni di vita molto dure. Da questo contesto prende le mosse “
Il Fiore delle Terre Nere - Marcinelle 70 Anni Dopo”, il documentario prodotto da Pandataria Film e presentato da Rai Documentari, in onda domenica 9 agosto 20626 alle 23.55 su Rai 1 nell’ambito di “
Speciale Tg1”.
Un racconto che ripercorre una pagina della storia italiana e rende omaggio alle vittime di una delle più gravi tragedie sul lavoro: il disastro di Marcinelle dell’8 agosto 1956. Nella miniera di carbone del Bois du Cazier morirono 262 persone, 136 delle quali italiane. Sessanta provenivano dall’Abruzzo e 22 da Manoppello, in provincia di Pescara, paese con una lunga tradizione mineraria. Marcinelle diventa così il simbolo tragico dell’emigrazione italiana del dopoguerra e il punto di partenza di un lungo viaggio nella memoria. A Manoppello il documentario incontra Lucia Romasco, ultima vedova di Marcinelle, oggi 91enne. Aveva 21 anni e un figlio di appena 20 mesi quando, la mattina dell’8 agosto 1956, arrivò tra le prime ai cancelli del Bois du Cazier. Suo marito Santino Di Donato, 26 anni, l’aveva salutata poche ore prima con un bacio, prima di scendere in miniera. Il ricordo di Lucia, il suono delle sirene, l’odore del fumo e l’attesa davanti ai cancelli restituiscono il dolore di quella giornata e diventano il respiro profondo di una memoria lunga settant’anni.
Accanto alla sua storia, il documentario raccoglie altre testimonianze di dolore e resilienza, come quella di Camilla Iezzi, anche lei di Manoppello, nata proprio durante i funerali del padre e dello zio, entrambi morti nella miniera. Spazio anche alla giovane cantastorie abruzzese Lara Molino e al suo rapporto con il mondo delle miniere d’Abruzzo, profondamente legato alla vicenda di Marcinelle. Il viaggio prosegue poi in Belgio, sui luoghi della tragedia, attraverso le testimonianze delle nuove generazioni di italiani che ancora oggi vivono e lavorano nel Paese. Fotografie dei superstiti, lettere, ricordi, materiali d’archivio e documenti museali contribuiscono a ricostruire quanto accadde l’8 agosto 1956 nella miniera del Bois du Cazier, oggi sito riconosciuto come patrimonio mondiale dell’Unesco.
A fare da filo conduttore è Urbano Ciacci, 90 anni, minatore all’epoca di Marcinelle, che accompagna lo spettatore attraverso i luoghi e la memoria del Bois du Cazier.
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Ricordare per cambiare e ripartire dai giovani” è il filo ideale del documentario, che attraverso le storie delle vittime, le loro lettere e le fotografie della vita quotidiana vuole trasformare il ricordo di quella tragedia in un momento di riflessione per le nuove generazioni sul valore del lavoro, della dignità, della sicurezza e della solidarietà.
“Marcinelle rappresenta una grande ferita italiana ed europea. Ma anche un monito e un’eredità. Un monito, perché la sicurezza sul lavoro è una responsabilità di tutti e una battaglia di civiltà. Un’eredità, perché dal sacrificio di quei minatori è nata anche l’Europa dei diritti e delle tutele. Ed è nostro dovere ricordarlo. Per questo alla Farnesina abbiamo deciso di sostenere questo importante documentario, che spero possa entrare nelle case e nel cuore degli italiani”, ha commentato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
“La realizzazione di un documentario per la commemorazione dei 70 anni dalla tragedia di Marcinelle è stata un’opportunità per porgere un fiore alle 262 vittime della miniera di Bois du Cazier, ma anche un’occasione di riscatto e rinascita per le nuove generazioni”, afferma il regista
Salvatore Braca.
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Con "Il Fiore delle Terre Nere - Marcinelle 70 Anni Dopo", Rai Documentari rinnova il proprio impegno nel raccontare le pagine che hanno segnato la storia del nostro Paese. Marcinelle non appartiene soltanto alla memoria dell’emigrazione italiana, ma alla coscienza civile dell’Europa. Attraverso questo documentario vogliamo restituire voce ai protagonisti di quella vicenda e consegnare alle nuove generazioni una memoria che continua a interrogarci sul valore del lavoro, della dignità e della solidarietà. Il servizio pubblico ha il dovere di custodire queste storie, valorizzarle e trasformarle in un patrimonio condiviso, perché il ricordo non sia soltanto commemorazione, ma conoscenza, consapevolezza e responsabilità verso il futuro”, dichiara
Luigi Del Plavignano.
08/08/2026, 18:19