Note di regia di Il Mestiere"
Il mestiere è un film sulla sopravvivenza. Non quella eroica, non quella che si racconta nei manifesti. Una sopravvivenza minuta, fatta di gesti ripetuti, di rituali che tengono in piedi un’umanità che altrimenti crollerebbe. Sauro Cantafame, anti-eroe tragico, fa un mestiere illegale per le regole scritte, sacro per necessità. Nel suo mondo la morte non è la fine di qualcosa: è una risorsa. Il mestiere è un film su un Sud che non esiste sulle mappe. Un Sud tribale, periferico e senza certezze, una sorta di west senza leggi dove le regole sono saltate e con loro anche la distinzione tra ciò che è vero e ciò che è inventato. Il mestiere è un film sul confine debole tra bene e male. Una terra di mezzo dove le due cose si intersecano, sfuocate, indistinguibili. Sauro e Giocondo attraversano questo dedalo sulla loro Apecar rossa, e da ogni tappa portano via qualcosa che li cambia, senza saperlo ancora.
Beppe Tufarulo