Note di regia di "Mare Mosso"
I personaggi di questo film li ho conosciuti. Non proprio loro, ovviamente, ma tipi che gli somigliavano parecchio. Da bambino ho conosciuto Ostia nel momento del suo boom e successivamente in quello del declino. Aitanti giovanotti improvvisatisi bagnini e successivamente divenuti gestori di tanti stabilimenti del litorale. Belle e disinvolte ragazze di varia estrazione sociale che si sono perse per le strade del mondo (copyright Sergio Endrigo). Tutta questa umanità, o il ricordo che ne ho, l’ho messa nero su bianco. Daniela e Massimo: gelosi custodi della propria solitudine, tutti e due con un passato di dolore alle spalle, un passato che però non passa. Devono affrontare i pericoli che arrivano dall’esterno e quelli di cui è lastricato il loro percorso di tentata rinascita e redenzione. La bellezza: tutto sommato è questa l’unica illusione che inseguono senza rendersene conto, una bellezza che sembrano, per paradosso, essere tra le poche, forse uniche persone in grado di intravedere tra le menzogne del presente, oltre la ferocia del mondo intorno che cade a pezzi. Un amore impossibile, il loro. Un amore tra le rovine.
Roberto Cimpanelli28/08/2026, 22:13