Note di regia di "Juso per Ferie"
Ho conosciuto Galliano poco più di dieci anni fa e ho fatto con lui il mio primo film, "Maria per Roma", e l’ultimo della sua carriera, "Il Grande Boccia".
In questi anni ho avuto modo di conoscere i suoi mirabili pregi e i suoi difetti strabilianti.
Quando, a un certo punto, mi disse che da giovane lo soprannominavano “
Juso per Ferie”, pensai subito che sarebbe stato un grande titolo per un documentario su di lui. Ma Galliano, pur divertito dall’idea, rifiutava di farsi riprendere.
Così ho cominciato a immaginare che, in un documentario dal titolo "
Juso per Ferie", il protagonista potesse essere in qualche modo il grande assente.
Il rapporto di affetto e di amicizia con la sua famiglia, con la quale in qualche modo condividevo il lutto per la sua scomparsa, e con i tanti amici che lo avevano conosciuto, mi ha permesso di lanciarmi in questa avventura.
Ho trovato in Steve Della Casa, grande amante e conoscitore del cinema di genere, una spalla solida, con la quale è stato un immenso piacere lavorare, e in Francesco Cimpanelli, che lo conosceva fin da bambino, un produttore intraprendente e appassionato, che ha creduto nel progetto fin dall’inizio.
Raccontare Galliano non era semplice. Come dice Sandra Cardini, che lo ha conosciuto molto bene, è facile raccontare personaggi banali, ma raccontare un personaggio articolato, controverso e con un trascorso come quello di Galliano è un’impresa.
In questo ritratto ho cercato di mettere tutto l’amore che avevo per Galliano e per il cinema, aiutata dalla ricchezza e dalla libertà degli intervistati e dalla straordinaria opportunità, grazie alla partecipazione di Titanus, di utilizzare le immagini di quindici dei film più significativi della sua carriera.
E proprio facendo questo lavoro ho finito per capire meglio Galliano e il suo cinema. Ho ritrovato nella sua storia molte delle cose che amo del cinema: l’artigianalità, gli incontri che rende possibili, il divertimento, la marginalità e l’avventura. Elementi che appartengono a un modo di fare cinema che ci ha resi grandi nel passato e che credo non vada perso.
Ritengo un privilegio aver avuto l’opportunità di raccontare un personaggio così eclettico e vitale. Il suo coraggio, la sua spregiudicatezza e la sua perseveranza continuano a essere per me fonte di ispirazione.
Karen Di Porto