SETTIMANA DELLA CRITICA 41 - "Revolver":
L’audacia della regista Paoli De Luca
Alla 41ª Settimana Internazionale della Critica, nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, arriva "
Revolver", cortometraggio della regista
Paoli De Luca, considerata tra i nomi più promettenti della nuova scena cinematografica italiana. Un’opera audace, soprattutto per i temi che sceglie di affrontare, e che trova nella notte napoletana il suo spazio naturale.
La storia si muove all’interno di un club techno a luci rosse, un luogo fatto di musica, corpi, desiderio e inquietudine. De Luca costruisce un’atmosfera molto curata, dove luci, suoni e ombre diventano parte integrante del racconto. Il risultato è un ambiente quasi ipnotico, capace di restituire la sensazione di una notte che sembra non avere mai davvero fine.
Al centro c’è Ronga, ballerina transgender, insieme a un fotografo, agli altri ballerini e alle altre ballerine del locale. E poi c’è il revolver, l’oggetto che dà il titolo al film e che passa di mano in mano all’interno del club, introducendo una tensione difficile da ignorare, ma che non esplode mai. L’arma sembra un simbolo ingombrante in un mondo nel quale divertimento e pericolo convivono a pochi centimetri di distanza.
"
Revolver" affronta gli stereotipi legati al genere e alla sessualità, ma lo fa immergendo i suoi personaggi in un contesto tutt’altro che rassicurante. È un mondo duro, crudo, dove i corpi vengono esposti, osservati e desiderati, ma anche giudicati e messi alla prova.
La lingua napoletana si sposa perfettamente con i personaggi e con la storia.
Anche dal punto di vista visivo tutto s’incastra benissimo: l'illuminazione del club, i contrasti tra luce e buio, la presenza costante della musica creano un mondo in cui chi osserva viene trascinato.
Una scelta che può risultare fastidiosa è quella dei continui zoom, utilizzati con una frequenza tale da rischiare in alcuni momenti di togliere naturalezza alle riprese. Un peccato, soprattutto perché la costruzione dell’atmosfera e la fotografia mostrano una sensibilità visiva di alto livello.
Il cortometraggio è il lavoro finale per il diploma realizzato da
Paoli De Luca al Centro Sperimentale di Cinematografia, realizzato assieme a una società di produzione napoletana. Ed è forse proprio in questa dimensione ancora “di formazione” che si può leggere la sua audacia, la voglia di osare, di mettere in discussione convenzioni e aspettative.
De Luca non cerca una storia accomodante. Al contrario, porta sullo schermo un universo notturno fatto di identità, sessualità, musica e violenza, lasciando emergere le contraddizioni di un ambiente nel quale libertà e vulnerabilità possono convivere.
Con "
Revolver",
Paoli De Luca conferma dunque di essere una regista da tenere d’occhio. Il cortometraggio ha qualche scelta discutibile, ma possiede soprattutto una voce, un’identità visiva e il coraggio di affrontare temi complessi senza addomesticarli.
06/09/2026, 13:45
Marta Bello