GIORNATE DEGLI AUTORI 23 - "Il Massacro": Diario
intimo di un regista, tra le occasioni
mancate del passato e i progetti del futuro
E' un film metacinematografico "
Il Massacro", di
Cosimo Messeri (come direbbero quelli bravi), vale a dire un film che parla di come fare un film; il cinema che racconta il cinema. Presentato alle Giornate degli Autori, sezione collaterale della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il film è infatti un racconto autobiografico del regista, del suo percorso di elaborazione di un nuovo film, dopo un periodo di assenza dal set di dieci anni. Messeri mette così a nudo le proprie fragilità e problematiche, che non riguardano solo il suo "blocco creativo" dell'ultimo decennio, ma anche le relazioni sentimentali. Ecco allora l'idea che rimette tutto in gioco, probabilmente la chiave di volta per ritrovare sé stesso: fare un nuovo film, a partire dalle video-interviste alle donne che ha conosciuto grazie ad una App di incontri.
E mentre il film vira tutto al negativo, presentandoci un protagonista,
Cosimo Messeri, alle prese con le sue sconfitte, le occasioni mancate, gli incontri improbabili e fugaci, l'incapacità di intessere una relazione sentimentale stabile, il film diventa un diario intimo dai toni poetici e si fa interessante. In buona parte girato in bianco e nero, tra Roma e Firenze (sua città d'origine), le immagini dal sapore nostalgico di un memoir, scorrono accompagnate dalla voce fuori campo del regista, planando su treni e stazioni, strade, tetti, piazze e chiese, restituendoci un film quasi documentaristico che scorre con molta fluidità, riesce a catturare l'attenzione e colpisce da un punto di vista emozionale.
Nuove citazioni cinematografiche sono dedicate (forse involontariamente) a "
Caro Diario" di Moretti, anche se il protagonista de "
Il Massacro" si aggira per la città in bicicletta e non con la vespa. Ad intervallare il girovagare diaristico per la città, ci sono le interviste alle donne incontrate online, ma queste non sono il vero focus del film.
Il nucleo centrale de "
Il Massacro" è Cosimo Messeri, che mettendosi a nudo e raccontando dei progetti mancati, entra in empatia con le tante fragilità e problematiche di chi guarda, dal momento che ad essere trattate dal film sono questioni che appartengono a molti. E così, il non essere riuscito a fare un film diventa il film, un'assenza che diventa presenza, raccontata con poesia e profondità. Ciò che trasmette il film è solitudine, frustrazione professionale e al tempo stesso la voglia di ricominciare di un animo poetico. Dopo tutto il film (sulla difficoltà di fare un film) ha visto la luce e inoltre chissà, forse una delle tante fiamme accese nel corso degli incontri occasionali potrebbe diventare qualcosa di più. O forse no. Il film rappresenta il desiderio di riscossa di un uomo e di un regista, un'opera che deve la sua originalità alla capacità di narrazione più che al narrato.
13/09/2026, 19:00
Elisabetta Vagaggini