VISIONI DAL MONDO 12 - In concorso "Montecalvario"
C’è un paese in Cile dove, ancora oggi, i discendenti degli emigranti modenesi celebrano le proprie origini italiane. Si chiama Capitan Pastene, fu fondato all’inizio del Novecento da coloni provenienti dall’Emilia e ogni anno la sua festa rinnova il racconto di una comunità costruita attraverso memoria, tradizioni e appartenenza.
Ma dietro quella memoria condivisa esiste un’altra storia.
È da questa frattura che parte
Montecalvario, il nuovo documentario di Daniele Stocchi, prodotto da Limbo Film, Waterclock e Piroetta, in programma a Milano il 19 settembre nell’ambito della nuova edizione di Visioni dal Mondo, in selezione ufficiale al Concorso Italiano Lungometraggi.
Il film entra nel cuore di una comunità apparentemente sospesa nel tempo, dove italiani, cileni e Mapuche convivono dentro una stessa geografia. Le celebrazioni, le parate, i rituali e i ricordi familiari raccontano l’epopea dei discendenti dei coloni italiani: una storia di sacrificio, lavoro e costruzione di una nuova identità.
Ma la stessa terra custodisce una memoria diversa.
A raccontarla è soprattutto José, agricoltore Mapuche ed ex lavoratore dell’industria forestale. Il suo corpo porta i segni di un progresso che, mentre trasformava il territorio, ne alterava anche gli equilibri e spingeva ai margini la popolazione che lo abitava. Attraverso la sua testimonianza, il film mette in discussione il racconto celebrativo della colonizzazione e fa emergere le ferite che quella narrazione ha lasciato dietro di sé.
Montecalvario diventa così il ritratto di un luogo in cui storie differenti convivono senza necessariamente incontrarsi. Da una parte l’orgoglio per le proprie radici e per l’impresa degli antenati; dall’altra la memoria di chi ha visto cambiare la propria terra.
“Il passato non è semplice memoria, ma l’architettura del presente”, scrive Daniele Stocchi nella nota di regia. Ed è proprio nel presente di Capitan Pastene che il film cerca le tracce di un conflitto ancora aperto.
La macchina da presa entra nelle case, segue le feste e attraversa i paesaggi, lasciando che siano i volti e le parole dei protagonisti a comporre un mosaico fatto di appartenenze, contraddizioni e silenzi. Al centro, la confessione di José: una testimonianza intima che diventa anche un gesto di resistenza.
Con una durata di 55 minuti, Montecalvario è diretto da Daniele Stocchi, con fotografia di Giuseppe Chessa e Luca Arseni e montaggio di Daniela Mancinelli. Il film è prodotto da Stefano Chiavarini, Andrea Garofalo e Berardo Carboni.
Daniele Stocchi è regista e sceneggiatore. Nel 2017 ha vinto il Globo d’Oro con Stai Sereno; nel 2023 ha diretto Un anno, un giorno, prodotto da ANCI. Da anni collabora con Refugees Welcome, con cui ha realizzato i documentari The Sea Betrayed Me e In seconda linea, dedicati al tema delle migrazioni. Nel 2026 ha diretto anche il cortometraggio Esagerata, destinatario del contributo NUOVO IMAIE.
Montecalvario è un film sul modo in cui una comunità costruisce la propria memoria. E su ciò che accade quando, dentro quella stessa memoria, emergono le voci che per troppo tempo sono rimaste ai margini.
18/09/2026, 13:59