THE MADMEN COACH - Premiato in Sardegna e Toscana
Il viaggio italiano di
The Madmen Coach, il documentario di Carlo Liberatore, si arricchisce di tre nuovi riconoscimenti, raccolti in pochi giorni tra la Sardegna e la Toscana. A Orgosolo il film si è aggiudicato i due premi più importanti dell’
Orgosolo Film Festival - Cinema di denuncia, lotta e resistenza, che si è svolto dal 10 al 13
settembre 2026: il
Premio Pratobello per il Miglior Lungometraggio e il
Premio della Giuria Popolare di Orgosolo. A Firenze ha ottenuto il
premio come Miglior Film nella sezione
Fuori Sentiero del
Sentiero Film Factory, il festival dedicato al cinema indipendente e agli autori emergenti.
A Orgosolo il film era tra i cinque lungometraggi in concorso, all’interno di una rassegna diretta da Paolo Carboni e Daniele Gaglianone e promossa dalla Fondazione RTS - Radio Televisione Sarda, con il sostegno della Regione Sardegna, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Orgosolo. L’edizione 2026 ha portato in concorso 31 opere e ha visto, tra le altre collaborazioni, un partenariato con Amnesty International Italia e una giuria di detenuti della Casa circondariale di Uta chiamata ad assegnare il premio Tziulai.
Il
Premio Pratobello porta il nome della mobilitazione del 1969, quando la comunità di Orgosolo si oppose pacificamente alla trasformazione dei propri pascoli in un poligono militare. Una storia di dignità e di riconquista del proprio spazio, che trova un’eco nel percorso raccontato dal film. Il
Premio della Giuria Popolare, istituito in questa edizione, è stato assegnato da un gruppo di appassionati di cinema residenti a Orgosolo.
La motivazione del
Premio Pratobello: "
Per aver affrontato con sensibilità il tema
della salute mentale, sfidando i pregiudizi di una società che spesso la ignora o la confonde con la superstizione. In questo scenario, il calcio supera i confini del campo e diventa uno strumento di riscatto, una metafora di rinascita collettiva. Grazie a una regia attenta, l’opera trasforma la preparazione atletica nel percorso con cui gli ultimi si riappropriano dello spazio pubblico e della propria identità: una storia intensa che abbatte gli stigmi sociali, ricordandoci che il traguardo più importante non è sportivo, ma umano".
La motivazione del
Premio della Giuria Popolare di Orgosolo: «"
Per l’eccezionale
originalità narrativa con cui accende i riflettori su una storia di disagio psichico e stigma sociale, con uno sguardo unico, disarmante e privo di retorica, capace di restituire ai suoi protagonisti piena dignità e riscatto".»
A Firenze, la sezione
Fuori Sentiero è dedicata alle opere prime e seconde. La motivazione della giuria: "
Per aver scelto di raccontare una storia delicata e di forte rilevanza sociale, affrontandola con sensibilità e determinazione. Con una cura particolare all’immagine. Per la caparbietà con cui ha intrapreso un viaggio umano e cinematografico, trasformando la ricerca in un racconto autentico, capace di dare voce e dignità ai suoi protagonisti".
"
Ricevere il Premio Pratobello insieme a quello assegnato dal pubblico di Orgosolo
conta moltissimo per me", dichiara
Carlo Liberatore. "
Questo è un festival che mette al centro la lotta e la resistenza, e anche The Madmen Coach, a suo modo, è un film di resistenza, quella contro lo stigma che ancora circonda la salute mentale. Che la stessa storia venga riconosciuta in Sardegna e in Toscana, da platee e in contesti diversi, ci dice quanto questo tema riguardi tutti. È un lavoro lontano dalle dinamiche mainstream, che ha bisogno di uno sguardo disposto ad accoglierlo e che a Firenze ha trovato spazio in Fuori Sentiero, la sezione dedicata alle opere prime e seconde di un festival in grande crescita. Da Dakar in poi la strada è stata lunga, ma il merito è soprattutto di Malick Bitèye e dei ragazzi della squadra. La storia appartiene a loro, così come questi premi".
Girato in Senegal, "
The Madmen Coach" racconta la squadra di calcio nata dall’iniziativa di Malick Bitèye, in cui lo sport diventa un percorso di riscatto per persone che convivono con il disagio psichico, in un contesto dove la malattia mentale è ancora spesso confusa con la superstizione. Il film, prodotto da Valerio Di Tommaso (8MOON-ECOS Europe), scritto insieme allo psichiatra Santo Rullo, conta oltre 50 selezioni in festival internazionali. Tra i riconoscimenti già ottenuti ci sono la menzione speciale all’80ª edizione dei Nastri d’Argento nella categoria Cinema del Reale, il premio come Miglior Film al GO MENTAL! International Film Festival di Berlino e il Gold Prize per il Documentary Feature al Social Justice Film Festival 2026 di Seattle.
Carlo Liberatore è regista, sceneggiatore e documentarista. Diplomato con il massimo dei voti all’Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine fondata da Vittorio Storaro, è direttore artistico del Sulmona International Film Festival e del Roseto Opera Prima Film Festival.
22/09/2026, 13:01