ALICE NELLA CITTA' 24 - Selezionati due
cortometraggi della Scuola Volonté
Due cortometraggi realizzati dagli allievi e dalle allieve della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté entrano nella selezione ufficiale di
Alice nella Città 2026. Sono "
Latte", diretto da Filippo Marasco, e "
L’ura du Giudizziu", diretto da Costanza Fusco, in programma alla XXIV edizione del festival, che si svolgerà a Roma dal 13 al 25 ottobre 2026 (giorni ed orari di programmazione a breve sul sito ufficiale della manifestazione).
I due film saranno presentati in anteprima mondiale nella sezione
Onde Corte: "
Latte" nel
Concorso Panorama Italia e "
L’ura du Giudizziu" nella sezione
Academy.
La doppia selezione rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro sviluppato dalla Scuola Volonté. Entrambi i film sono infatti nati dal lavoro congiunto degli allievi e delle allieve dei diversi indirizzi professionali della Scuola, che a conclusione del loro percorso formativo hanno seguito tutte le fasi di realizzazione delle opere, dalla scrittura alla regia, dalla fotografia alla scenografia e ai costumi, fino al montaggio, al suono, agli effetti visivi e all’organizzazione. Un processo che restituisce la dimensione collaborativa e professionalizzante della Volonté, realizzato con il supporto di KimeraFilm, che ha curato la produzione esecutiva dei cortometraggi.
Pur profondamente differenti per ambientazione, linguaggio e immaginario, i due lavori condividono la ricerca di uno sguardo personale e il desiderio di utilizzare il cinema per trasformare storie intime e memorie in racconto.
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Latte" costruisce la propria narrazione attraverso il punto di vista di un bambino. Ciò che il protagonista vede - e soprattutto ciò che ancora non comprende - trasforma progressivamente il quotidiano, facendo emergere inquietudini e paure attraverso elementi riconoscibili del cinema di genere. Al centro rimane però una storia di affetti, osservata da uno sguardo infantile per il quale anche un gesto apparentemente semplice può assumere significati inattesi.
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Latte arriva alla fine dei miei tre anni alla Scuola Volonté ed è il mio corto di diploma. È una storia piccola, costruita interamente sullo sguardo del protagonista, che è un bambino", racconta il regista
Filippo Marasco. "
Credo che l’infanzia non sia caratterizzata da una mancanza di comprensione, quanto piuttosto da una conoscenza ancora incompleta del mondo: ed è proprio questo a trasfigurare ciò che agli adulti appare ordinario. Latte è per me una piccola storia d’amore che passa attraverso gli elementi del cinema di genere. Così anche un bacio, che per un adulto può essere il simbolo dell’amore, attraverso gli occhi di un bambino può trasformarsi in qualcosa di profondamente inquietante".
Di tutt’altra atmosfera "
L’ura du Giudizziu", che affonda le proprie radici nella tradizione orale e nella memoria familiare. Sicilia, 1864: un fratello e una sorella, spinti dalla fame, saccheggiano la tomba di una vecchia nobile. Il bottino è ben più misero di quanto sperato: una calza e la gamba che la indossa. Ma la defunta torna a reclamare ciò che le appartiene. Da questa premessa prende forma un racconto sospeso tra fiaba popolare e suggestione fantastica, nel quale la memoria di un passato segnato dalla povertà incontra una riflessione sulle disuguaglianze e sulle periferie del presente.
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L’ura du Giudizziu nasce da una fiaba che viene raccontata nella mia famiglia da generazioni: una storia che parla di povertà e di senso di colpa e che è, allo stesso tempo, lo specchio di un abbandono che permane ancora oggi", spiega la regista
Costanza Fusco. "
La Sicilia vuole diventare simbolo di tutti i Sud del mondo, le cui storie, per quanto particolari e specifiche, finiscono spesso per intersecarsi e somigliarsi. Raccontare oggi questa fiaba significa interrogarsi su un abbandono che continua a ridefinire i corpi, i territori e le possibilità di chi nasce ai margini". La scrittura del film nasce dal confronto tra Saverio Biancone, Paolo Fosca Liberati e Costanza Fusco, sviluppato all’interno del percorso della Volonté. "
Scrivere L’ura du Giudizziu è stato soprattutto un grande esercizio di libertà e di sperimentazion", sottolinea lo sceneggiatore
Paolo Fosca Liberati. "
Abbiamo avuto la possibilità di lavorare mettendo realmente alla prova le nostre idee. È uno degli aspetti che più riconosco allo spirito della Scuola e che ho potuto sperimentare durante i tre anni di formazione: la possibilità di creare insieme e di confrontarsi continuamente con gli altri reparti». Una libertà creativa accompagnata dalla possibilità di affrontare anche una produzione articolata, come evidenzia l’organizzatore generale del cortometraggio Matteo Cataldi: «Grazie alla Volonté e a KimeraFilm siamo riusciti a dare forma a un progetto che, per la sua complessità produttiva, sarebbe stato altrimenti molto difficile realizzare. E allo stesso tempo abbiamo potuto riportare alla luce una storia tramandata oralmente, che rischiava di andare perduta nel tempo. Trasformarla in un film significa anche permettere a quella memoria di continuare a vivere".
La presenza di "
Latte" e "
L’ura du Giudizziu" ad
Alice nella Città porta così sullo schermo due esiti differenti dello stesso percorso formativo: due film nei quali la sperimentazione individuale nasce da un processo fortemente collettivo e dal dialogo tra le diverse professionalità che concorrono alla realizzazione di un’opera cinematografica.
26/09/2026, 10:16