ALICE NELLA CITTA' 24 - "Quattordici": L'impossibilità
di ricostruire il passato
Il bianco e nero di "
Quattordici" è una scelta di sottrazione. Toglie il colore a un’estate d’infanzia e la sposta in un tempo che si fatica a datare, quello della memoria, dove le cose tornano sempre un pochino diverse da come erano.
Maira Tersigni, che ha scritto e prodotto il corto come progetto di diploma alla NABA di Roma, costruisce su questa distanza un racconto. Quattro sorelle si muovono in una natura luminosa e insieme minacciosa, sospese fra il gioco e una tragedia che il film lascia emergere poco alla volta.
La soggettiva resta quello delle bambine. La perdita arriva filtrata dalla loro prospettiva, che non possiede ancora le parole per nominarla e la registra attraverso i gesti e il cambiamento d’umore di un luogo che fino a un attimo prima era soltanto un posto dove giocare. Sullo sfondo stanno le figure adulte del padre e del fratellastro. Il presente, intanto, deforma il ricordo, e il corto ammette apertamente l’impossibilità di ricostruire il passato così com’era.
La fotografia di
Eleonora Contessi lavora sui contrasti di una luce estiva che il bianco e nero rende più tagliente, e la steadicam accompagna le bambine con una fluidità che a tratti somiglia a quella del sogno. Il montaggio di
Livia Galtieri asseconda la logica del ricordo più che quella della cronaca, procedendo per salti e ritorni. In diciotto minuti Tersigni dimostra di avere un’idea precisa di cinema.
Il corto è distribuito da Sayonara Film ed è stato selezionato nel Concorso Internazionale di Onde Corte ad Alice nella Città.
19/10/2026, 23:04
Olivia Fanfani