FESTA DEL CINEMA DI ROMA 21 - "Il Profilo dell'Altra":
Due mondi lontani che scorrono paralleli
Anche per
Francesco Bruni è arrivato il film della maturità. Alla sua quinta regia per il grande schermo (se si esclude la serie tv “
Tutto Chiede Salvezza”) Bruni firma la sua pellicola più impegnativa, così “poco italiana”. E già questo non può che essere un pregio. Forse, con la voglia di allontanarsi dai clichè della commedia, di quella commedia che Bruni ha scritto con successo, sia per se stesso (“
Scialla”, “
Tutto quello che vuoi”) sia per l’amico e collega Paolo Virzì (
“La bella vita”,“
Ovosodo”, “
La prima cosa bella”) senza dimenticare le collaborazioni alle sceneggiature di alcune fiction di successo come “
Il commissario Montalbano”, “
Makari”.
Con il suo ultimo film, “
Il Profilo dell’Altra”, il regista pare prendere ispirazione dalle migliori produzioni eleganti francesi. Non a caso alcune sequenze sono ambientate a Parigi. E laddove il cinema italiano ha poco interesse per i personaggi femminili, laddove ci sono pochi ruoli per le donne nel cinema italiano, il regista nato a Roma nel 1961 ma cresciuto a Livorno, punta proprio su due ragazze; una di diciotto anni e una di trenta che si rincontrano nuovamente in un locale, pronte ad una nuova frequentazione. Se la prima ha tutta la disinvoltura della gioventù e del benessere, la seconda pare muoversi nell’ombra conservando probabilmente qualche segreto nella sua seppur giovane vita.
Cecilia Cambiaghi è una teenager che vive in funzione dei social. Affogata nei suoi followers, immersa in un mondo costellato di creator, influenzer, marketing manager, brand di lusso; vivrà per molto tempo a fianco di Antonia Sacchi, trentenne che pare proprio aver rinunciato ai suoi sogni di gloria di scrittrice, ripiegando su un normale lavoro da cameriera, arrabattandosi per sopravvivere e qualche volta rubacchiando nei grandi magazzini. Ma questo casuale incontro tra le due ragazze, darà vita ad un percorso che si trasforma in un confronto continuo e forse anche ad uno scontro che sbloccherà i meccanismi interiori di entrambe. Due mondi lontani che scorrono paralleli. E forse sarebbe bene non si incontrino mai.
Francesco Bruni che ha preso ispirazione dall’omonimo libro di Irene Graziosi, gestisce molto bene il “materiale umano” che avvolge le due protagoniste. Un gioco di specchi con un finale che nessun spettatore dovrebbe conoscere prima di entrare in sala. Parte del merito della riuscita del film va alle due protagoniste.
Pilar Fogliati nel ruolo di Antonia; stavolta chiamata a lavorare di sottrazione per dirla alla Nanni Moretti. Meno solare del solito come richiede questo suo personaggio tormentato. Ma certamente non meno brava. Ormai la Fogliati è una certezza del cinema italiano, nel cast di grandi successi come “Follemente”. Ma la vera sorpresa del film è indubbiamente
Ginevra Francesconi nel ruolo della ragazzina viziata, autentica star dei social, idolatrata dalle fans: strepitosa ! Infine fa piacere ritrovare
Raffaella Lebboroni nel ruolo della nonna che muove le fila di tutta la vicenda.
23/10/2026, 09:49
Federico Berti