FESTA DEL CINEMA DI ROMA 21 - "Non Importa
Dove": Semplicemente Morgan
“
Sei un mito ! Cosa sarebbe la musica senza di te. Cosa sarebbe la televisione senza la tua carica,” grida la sua parrucchiera/fan prima di vederlo andar via con il nuovo look dai capelli color arancio. Proprio così. Cosa sarebbe stato il panorama musicale italiano a partire dagli anni novanta senza
Morgan e i Bluvertigo. Oppure cosa sarebbero state le prime edizioni di “X Factor” senza la sua competenza? Eppure tutto questo è stato spazzato via negli ultimi anni. La sua presenza si è dissolta, trasformandolo da vero artista ad un nome da gossip e da rotocalco. Che
Morgan fosse un personaggio controverso e divisivo tutti se n’erano accorti da anni. Ma che le sue vicende personali raccontate con enfasi dalla cronaca mettessero in ombra l’artista è decisamente ingiusto.
A raccontare
Marco Castoldi in arte Morgan ecco il bel documentario di
Francesco Fei e
Consuelo Moschella dal titolo “
Non Importa Dove”. “
Una cancellazione la mia. Come artista, come essere umano, come uomo. Mi sono stati tolti i diritti, i soldi, il rispetto, il lavoro. Tutto. E allora io cosa ho fatto? Mi sono chiuso in casa”. E’proprio lui,
Morgan, a confessarsi con sincerità dietro le sbarre (ma son quelle di un cancello). Dopo pochi minuti del documentario, il cantautore svela subito le sue sofferenze di uomo e di artista. E così, piano piano, impariamo a conoscerlo anche nel privato, dentro casa, mentre gioca con la figlia, mentre si lascia andare ai ricordi di una bella carriera, mentre cena con parenti e amici. Ma il dolore per essere “
ai margini della musica e della televisione” fa capolino spesso. “
La musica ti soccorre. Qualcuno ha fede. Crede che qualcuno lo aiuterà per non sprofondare. Io ho chiesto alla musica di non abbandonarmi”.
Morgan e il suo talento,
Morgan e le sue stravaganze, Morgan e l’affetto che nutre per l’ultima figlia. Quasi commuove vederlo suonare il suo amato pianoforte tenendo sulle ginocchia e fra le braccia la piccola Maria. Morgan e il tenero rapporto con la mamma. Divertenti i battibecchi tra loro “
Non hai mai apprezzato le mie fidanzate” le rimprovera sorridendo. Morgan che ripone su un tavolo tutti i suoi album che vanno a comporre la sua discografia. “
Ne sono veramente orgoglioso”.
Tra tante perle di saggezza a conferma della sua vitalità intellettuale,
Morgan ricorda anche il famoso episodio dell’affaire Bugo in un Sanremo di Amadeus. Finalmente scopriamo come sono andate le cose. Morgan che torna nei luoghi della sua infanzia e della sua adolescenza, il liceo milanese. Oppure le montagne intorno a Bormio dove decide di fare un concerto ad alta quota. Il bel documentario di Fei finisce per essere un affascinante ritratto di un personaggio che ha lasciato una traccia indelebile.
La telecamera segue l’artista andando a comporre “frammenti di vita amorosa”, ovvero un totale e incondizionato amore per la musica che non è mai venuto meno neanche nei momenti difficili. Sul finale
Morgan ha persino il coraggio di affrontare con dolore, l’evento tragico che lo ha segnato a sedici anni; il suicidio del padre. Una cosa è certa; chi non ha amato l’ex leader dei Bluvertigo, cambierà idea dopo aver visto il lavoro di
Francesco Fei e
Consuelo Moschella. E chi lo ha sempre amato, continuerà a farlo con maggiore intensità per la sincerità con cui l’artista si è raccontato mettendo in scena anche le proprie fragilità. Nella speranza che possa presto tornare ad occupare lo spazio che si merita, nel mondo della musica e della tv.
23/10/2026, 10:30