FESTA DEL CINEMA DI ROMA 21 - "Giudecca":
L'incontro tra STEN • LEX e le detenute
In Italia ci sono pochissimi istituti penitenziari esclusivamente femminili ed è proprio su una di queste rare realtà e nello specifico sulla Casa di Reclusione Femminile di Venezia Giudecca che la regista Maria Tilli sceglie di concentrare la sua attenzione in
GIUDECCA, presentato alla 21a edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Special Screenings.
L’intero progetto parte dall’incontro tra le detenute della struttura e il duo di street artist STEN • LEX: attraverso la tecnica dello stencil poster, le donne trovano un modo per autoritrarsi, ma per far affiorare il loro volto dovranno pian piano distruggere quella stessa immagine. È un atto di resistenza a un’idea imposta,quella che è facile avere nella testa quando qualcuno parla di carcere e detenute e che Maria Tilli, attraverso le voci delle donne coinvolte smonta fotogramma per fotogramma.
Al centro di
GIUDECCA ci sono Jenni, Rachida, Patrizia e Giulia, quattro donne provenienti da percorsi di vita profondamente diversi che in un luogo rigido ma libero dove sono state spogliate della loro stessa vita, hanno ritrovato se stesse, capendo finalmente chi sono oltre agli abusi e il dolore che hanno subito.
Jenni ha subito l’influenza di un genitore che ha cercato di renderla a sua immagine e somiglianza, mentre ora lei prova a “sua immagine e somiglianza”, a incontrare il prossimo con un sorriso sulle labbra per poter andare finalmente avanti e riprendere in mano la sua esistenza. Rachida, invece, viene da un matrimonio combinato con un uomo violento e considera ancora quello come il suo vero carcere. Il documentario la segue nel momento speciale dell’incontro con il figlio, anch’egli in carcere per il suo stesso reato, dove da detenuta torna a sentirsi realmente madre. Patrizia, consapevole della propria fragilità, sta cercando di ricostuire la persona che era prima del carcere per essere migliore e Giulia, nel carcere da molti anni, riguarda con una stupefacente lucidità al periodo trascorso in carcere, consapevole che nel toglierli la sicurezza della vita esterna, è riuscita a chiedere aiuto.
Nato dalla collaborazione con il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (attraverso la quale la regista e la troupe hanno potuto passare tre settimane all’interno dell’Istituto),
GIUDECCA è uno sguardo profondamente umano ed empatico su persone che raramente sono viste come tali dalla società, che preferisce concentrarsi sulle loro storie giudiziarie che sulle loro storie di vita.
Quest’operazione porta il progetto di STEN • LEX su una scala cinematografica e si assiste a una decostruzione e ricostruzione dell’immagine delle detenute e delle stesse idee che noi spettatori abbiamo guardando il film. Il risultato, accompagnato dalle musiche di Dardust, è di una rara delicatezza, un documentario dalla dimensione estremamente ridotta che è capace di sprigionare vita e libertà da ogni immagine.
23/10/2026, 12:05
Giada Sartori