FESTIVAL DI CINEMA E DONNE 47 - Vince "Sad Girlz" di Fernanda Tovar
Oltre 6000 presenze, 3147 biglietti venduti, 14 film di cui 5 in concorso, 19 ospiti sul palco e 10 tra incontri ed eventi speciali. Sono questi i numeri del successo della
47ª edizione del Festival di Cinema e Donne, che dal 21 al 25 ottobre 2026 ha portato al Cinema La Compagnia di Firenze grandi maestre e nuove voci del cinema internazionale. Una manifestazione che conferma il proprio ruolo di riferimento per il cinema delle registe, unendo qualità della proposta e partecipazione del pubblico al dialogo continuo tra autrici, esperienze e generazioni.
Vincitore della competizione è "
Sad Girlz", primo lungometraggio della regista messicana Fernanda Tovar, un racconto di formazione che intreccia amicizia, consenso e sorellanza. Al centro della storia, Paula e “La Maestra”, due sedicenni e promesse del nuoto unite da un’amicizia simbiotica. Quando Paula vive un’esperienza traumatica il loro legame entra in crisi, una cerca il silenzio per elaborare il dolore, l’altra pretende giustizia rompendo il muro dell’omertà. Un esordio intimo e sensibile che esplora le diverse reazioni al trauma nel passaggio all’età adulta, raccontando con delicatezza il peso del silenzio e la potenza del supporto reciproco.
Il premio è stato assegnato dalla giuria composta dalla critica letteraria e cinematografica Daniela Brogi, dalla regista, sceneggiatrice e attrice Caroline Deruas Peano e da Giuliana Fantoni, presidente nazionale della FICE - Federazione Italiana Cinema d’Essai, con la seguente motivazione: “
Sad Girlz di Fernanda Tovar è un’opera sulle ambiguità e la violenza che attraversano i corpi adolescenti, è un film che ci interroga sul consenso e la consapevolezza; che mette in scena l’amicizia come relazione tra donne che si guardano e si salvano. Ha fiducia nel potere del cinema e dello sguardo femminile.”
La sorellanza raccontata dal film vincitore è stata anche il filo conduttore del Festival; riconoscersi nel lavoro delle altre, condividere domande e creare le condizioni perché nuove voci possano trovare spazio. Con la direzione artistica di Camilla Toschi e l’organizzazione dell’Area Cinema di Fondazione Sistema Toscana, nell’ambito della “50 Giorni di Cinema a Firenze”, questa edizione ha costruito attraverso i film e gli incontri un percorso tra memoria, relazioni e nuove possibilità di racconto.
Dichiara
Camilla Toschi: “"Siamo molto felici del successo di questa edizione, che ha segnato un importante passo avanti per il Festival, anche in termini di presenze. Ci dà particolare soddisfazione la partecipazione di tanti giovani, che portano nuovi sguardi e nuove domande. È un risultato che dobbiamo al lavoro della nostra squadra, alle autrici che ci affidano le loro storie e a un pubblico attento e curioso, che le accoglie e le arricchisce nel dialogo. In questo incontro sta la forza del Festival: dare spazio e visibilità al cinema delle donne, creando occasioni di confronto, scoperta e crescita collettiva".”
Si concludono così cinque giorni di cinema delle donne, arricchiti da tante presenze speciali. Protagonista d’eccezione è stata senz’altro
Jane Campion, che ha inaugurato il Festival in conversazione con Francesca Manieri, presentando Orlando di Sally Potter e introducendo Socks di Todd Karehana, cortometraggio nato dal programma di formazione e mentorship A Wave in the Ocean, da lei ideato e diretto insieme alla produttrice Philippa Campbell. Una serata che ha unito cinema e solidarietà, con l’incasso devoluto all’Associazione CORRI LA VITA ETS per la lotta al tumore al seno. Campion è tornata sul palco in dialogo con Piera Detassis per il trentesimo anniversario di Ritratto di signora, la cui proiezione ha inaugurato una retrospettiva completa dedicata alla cineasta.
Il Festival ha ritrovato il legame con
Céline Sciamma, protagonista della lezione Per una storia transfemminista del cinema e della conversazione Riscrivere lo sguardo con Adele Tulli, accompagnata dalle proiezioni del mediometraggio Tutti Frutti e del nuovo montaggio di Tomboy. Due occasioni per interrogare la storia del cinema, riscoprirne le figure rimaste ai margini e riflettere su come le immagini possano essere rilette e trasformate nel tempo.
A Firenze sono arrivate anche la regista Francesca Archibugi e la montatrice Gabriella Guglielmi, autrici di Carla Lonzi. Dentro e fuori dal mondo, ritratto pubblico e privato di una figura centrale del femminismo italiano; Kasia Smutniak, che ha presentato Mustang insieme alla sceneggiatrice Marella Bombini, alla montatrice Ilaria Fraioli, e alla nepalese Kunzom Thakuri, intrecciando memoria familiare e storia collettiva; e Paloma Schneideman, in concorso con Big Girls Don’t Cry, racconto di formazione tra desiderio, identità e scoperta della sessualità, primo lungometraggio nato dal programma promosso da Campion.
Tra le proiezioni, è stato rinnovato l’impegno per la parità nel settore audiovisivo attraverso “
L’Assemblea”, progetto nato da un’idea di Jasmine Trinca per condividere le difficoltà professionali, individuare strategie comuni e rafforzare la rete delle professioniste. Un confronto arricchito dal panel “Cercando la parità: l’esperienza di Dones Visuals in Spagna”, con Yolanda Olmos e Carlotta Schiavon, moderato da Adele Tulli, che ha aperto il dialogo alle esperienze internazionali e alle azioni concrete per rendere il cinema più equo e inclusivo.
L’appuntamento è per il 2027 con la 48ª edizione del
Festival di Cinema e Donne, per continuare a scoprire nuove voci, condividere storie e costruire il futuro del cinema attraverso lo sguardo delle registe.
25/10/2026, 11:59