Note di regia di "La Città Verticale...ma non ci siamo già visti?"
Viviamo in un'epoca di consumo rapido in cui le relazioni umane, le emozioni e le abitudini di vita vengono consumate a una velocità impressionante, spesso filtrate attraverso il freddo obiettivo di uno smartphone. Con 'La città verticale... ma non ci siamo già visti?', il mio
obiettivo era allontanarmi dal rumore virtuale e riscoprire una dimensione di contatto umano più lenta e profonda.
Ambientato nella stratificata architettura di Genova - una città stretta tra il mare e le montagne - il docufilm utilizza il suo storico sistema di trasporto verticale (ascensori, funicolari e cremagliere) come metafora narrativa ed emotiva. Per dare vita a questo mondo, abbiamo adottato un linguaggio visivo non convenzionale: piani sequenza che passano in modo fluido dalla finzione recitata alla realtà documentaristica. Gli esperti storici e i tecnici urbanisti non rilasciano tradizionali interviste, ma entrano direttamente in scena accanto ai nostri attori, senza alcuno stacco di montaggio. Un colpo di scena finale ci fa immergere in una epoca distante e malinconicamente lontana dalla quotidianità frenetica e fa riflettere sulla necessità di recuperare una dimensione più lenta e più reale.
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In definitiva, questo progetto è una favola metropolitana moderna. Intreccia la memoria architettonica di una città con il fragile percorso interiore dei giovani di oggi, esplorando la paura della vulnerabilità emotiva, il trauma dell'abbandono e la fondamentale necessità di 'salire' per trovare la propria vera prospettiva nella vita." Anche la colonna sonora, creata appositamente, con il supporto di brani inediti, vuole avvolgere lo spettatore in un lungo grandioso valtzer, in un movimento continuo che permette di scoprire una città attraverso le sue strutture verticali ma anche le sue bellezze più iconiche.
Alessandro Bazzana