NOIR IN FESTIVAL 36 - A Dominique Manotti il Raymond Chandler Award
Il
Raymond Chandler Award, prestigioso riconoscimento alla carriera di un maestro del genere fondato nel 1986 da Irene Bignardi, andrà quest’anno alla scrittrice e storica francese
Dominique Manotti.
La cerimonia di premiazione avverrà il 1 dicembre 2026 alle ore 15.30 presso l’Università IULM di Milano, alla presenza della Rettrice, prof.ssa Valentina Garavaglia, e di Luciana Castellina. Nello stesso giorno alle 18, alla libreria Rizzoli Milano la scrittrice presenterà il suo ultimo romanzo, Racket (uscito in ottobre per SEM) in dialogo con Carlo Lucarelli. lnfine, il 2 dicembre alle ore 18 l’Institut Français di Milano, in collaborazione con Noir in Festival, omaggerà la scrittrice con la proiezione del film Une affaire d'État (2009), diretto da Éric Valet, con André Dussollier, Thierry Frémont e Rachida Brakni (moglie dell’ex calciatore Éric Cantona e splendida interprete di Soeurs – Storia di una famiglia) nel ruolo della giovane poliziotta di origini magrebine, Noria Ghozali, e basato sul romanzo della scrittrice Nos fantastiques années fric (Le mani su Parigi, 2007).
Dominique Manotti (pseudonimo di Marie-Noëlle Thibault, Parigi 1942), sindacalista attiva nella Confédération Française Démocratique du Travail (CFDT) negli anni Sessanta e Settanta, e poi docente di Storia Economica Contemporanea all'Università di Paris VIII (e alla Sorbona), ha dedicato i suoi studi all'economia del XIX secolo e alle dinamiche del capitalismo. Nel 1995, “non per vocazione ma per disperazione” - come dice lei stessa - ha iniziato a scrivere noir come naturale continuazione del suo impegno sociale e della sua analisi critica del potere, dell'economia finanziaria e della globalizzazione. Nel suo esordio, Sombre Sentier, pubblicato in Italia nel 2002 da Marco Tropea con il titolo Il sentiero della speranza, presentato in anteprima al Noir in Festival a Courmayeur, appare per la prima volta il commissario Daquin, definito da «Libération» “il più intrigante e raffinato protagonista dei romanzi polizieschi francesi degli ultimi anni”. Considerata dalla critica “la più americana delle scrittrici francesi”, Manotti ha dichiarato più volte di essere stata influenzata dalla lettura dei romanzi cupi di James Ellroy, mentre sul suo lavoro ha affermato: “l’affinità tra lavoro storico e inchiesta poliziesca è fortissima. In entrambi i casi c’è una costruzione intellettuale che parte dagli indizi, e in entrambi i casi, una volta trovata la logica, si costruisce intorno una storia”. I suoi successivi romanzi, tra cui Oro nero (2015) e Marsiglia ’73 (2022), sono pubblicati in Italia da Sellerio, mentre il 6 ottobre è uscito finalmente in Italia per Sem Racket, oggi drammaticamente attuale, trattando la storia di un colosso americano che si impadronisce di un gioiello dell’industria francese. Luciana Castellina, amica da tempo della scrittrice (il marito di Manotti è stato a lungo corrispondente dalla Francia per «il Manifesto»), dice di lei: “I libri di Dominique sono così belli e hanno avuto un così straordinario successo perché hanno come fondamento le sue due esperienze professionali: della sindacalista, e poi della docente universitaria. Manotti scoprì a un certo punto che entrambe le professioni non erano sufficienti a coinvolgere i più giovani nella politica e a far loro comprendere le motivazioni degli scontri sociali, ma era invece più utile scrivere dei noir che proprio in questa tematica avessero la loro radice. Aveva ragione”. Nella sua carriera Dominique Manotti ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Grand Prix du roman noir français al festival di Cognac nel 2001 per Nos fantastiques années fric, il prestigioso CWA International Dagger nel 2008, il Grand prix de littérature policière nel 2011 per L'Honorable Société, il Prix Polar en séries (Quais du polar) per Racket.
03/11/2026, 12:48