Note di regia di "Quando è Pronto, il Fieno Canta"
Quando è pronto, il fieno canta è un modo di dire della valle in cui mia nonna materna è nata nel 1906, cittadina austro-ungarica. L’ho sentito per la prima volta da una guardia forestale, mentre cercavo come nipote, donna, artista, cosa potesse essere accaduto un secolo prima nella mia famiglia d’origine. Quando è pronto, il fieno canta è un film di frammenti, in cui il mio cercare silenzi e presenze tra quelle montagne disegna un atlante, dove lo spazio – il più vasto come quello microscopico – è forma concreta del tempo: ha in sé il passato e l’attuale, e lascia intuire il futuro prossimo. Lì, la mia vicenda personale diventa presto quella di una comunità, e la specie umana una delle molte viventi, interdipendenti. Il silenzio di un secolo si popola di apparizioni e risposte quando una tempesta estrema, nata dal dissesto climatico in corso, scavalca le cime e si abbatte sulla foresta, che crolla soprattutto là dove la Prima Guerra Mondiale ha consumato la terra. Confine, bordo, margine, frontiera diventano evidenti nei corpi, umani e non. E lo diventano la migrazione spontanea, il continuo incessante della vita e il suo movimento, che nessuna linea tracciata su una cartina arresta. Quando è pronto il fieno canta vuole essere un gesto di solidarietà, la condivisione intima di un’esperienza di vulnerabilità che ci riguarda pubblicamente, perché è comune.
Letizia Buoso