Sinossi *: Palermo, 1990. Biagio è un ragazzo come tanti, finché un giorno, senza preavviso, decide di cambiare vita. Non è più disposto a voltare lo sguardo di fronte alla sofferenza altrui: lascia i genitori, la fidanzata Anna e l’amico Tano. Rinuncia a tutto. E, solo, con uno zaino in spalla, si incammina a piedi verso Assisi, alla ricerca di un senso. La sua rinascita parte proprio da San Francesco. Ed è ad Assisi che avviene l’incontro decisivo con il senzatetto Carlos. Da quel momento Biagio riconosce la propria vocazione: dedicare la propria esistenza agli ultimi, ai diseredati, ai suoi fratelli.
Tornato a Palermo, Biagio decide di condividere la vita con i senzatetto sotto i portici della stazione centrale iniziando un vero e proprio percorso missionario, prima in solitudine, poi coadiuvato da don Pino, parroco salesiano, il primo a comprendere l’unicità dell’opera di questo giovane che si prodiga per assicurare pasti decenti per i poveri.
Alla stazione Biagio incontra Totò, un bambino abituato alla strada e alla legge del più forte e, con lui, Rosa, sua madre: una donna rassegnata a una vita già scritta, che ha rinunciato al suo ruolo educativo. Grazie al piccolo Totò, alla madre Rosa, a Carlos e ai tanti bisognosi che lo circondano, Biagio comprende che non basta assicurare loro cibo e coperte; serve anche un luogo che possa accoglierli e proteggerli.
Individuato un palazzo storico abbandonato nel cuore di Palermo e stanco delle mancate risposte delle istituzioni, Biagio comincia un digiuno a oltranza con l’intento di scuotere le coscienze di tutti. Ottiene così l'assegnazione di una prima struttura che trasformerà in un centro di accoglienza per persone che vivono nel bisogno. Insieme a loro e con l’aiuto di molti volontari, si mette al lavoro per costruire, mattone su mattone, un riparo dignitoso per tutti.
Biagio si scontra con le lungaggini burocratiche, con il disinteresse e l’indifferenza, ma soprattutto con gli interessi economici di alcuni imprenditori, tra cui il suo vecchio amico Tano, che ormai lavora con un uomo potente che ha messo gli occhi su quel bellissimo palazzo dove ora ha sede la Missione di Speranza e Carità.
Con l’aumentare delle difficoltà, accresce anche la determinazione di Fratel Biagio, deciso non solo a difendere la sua Missione, ma addirittura a crearne una seconda: c'è infatti da dare riparo a Rosa e a suo figlio e a tutte quelle donne in difficoltà che hanno bisogno di un luogo sicuro da cui ripartire. Ancora una volta, Biagio userà la sola arma pacifica possibile: il proprio corpo. Attraverso un secondo logorante e pericoloso sciopero della fame, mette a rischio la propria vita per il bene degli altri.
La sua forza d'animo trasforma il suo sogno in un progetto collettivo e concreto, coinvolgendo prima don Pino, Rosa, la propria madre Maria – che lo comprende e lo sostiene – e poi migliaia di persone, fino alla riconciliazione con il padre Giuseppe e con gli amici Tano e Anna, ormai sposati
Fratel Biagio vince anche questa ultima battaglia e imprime un segno indelebile sulla città di Palermo, lasciando alla sua rete di volontari la certezza che nessuno debba mai restare invisibile.