Sinossi *:
"Umberto Bindi, la Musica (non) è Finita", in onda venerdì 16 ottobre su Rai 3 alle 15.25, prodotto da Quantica in collaborazione con Rai Documentari, racconta la parabola artistica e umana di uno dei musicisti tra i più raffinati della canzone italiana. Dalla sua affermazione come figura di spicco della Scuola genovese dei cantautori, accanto a Gino Paoli, Luigi Tenco e Bruno Lauzi, fino all’emarginazione subita a causa del suo orientamento sessuale,
Autore di capolavori senza tempo come Arrivederci, Il mio mondo, Il nostro concerto, Umberto Bindi ha saputo fondere melodia e introspezione in una scrittura musicale colta e popolare insieme, conquistando pubblico e critica. Almeno fino al 1961, quando sale sul palco del Festival di Sanremo con Non mi dire chi sei, brano firmato per lui da Gino Paoli. Quella sera infatti l’attenzione non si concentra sulla melodia, profondamente bindiana, ma su un anello che il cantautore portava al dito, letto come una conferma della sua ‘diversità’.
Escluso dai palcoscenici più importanti, Bindi però non si arrende e nel 1967 firma La musica è finita, scritta con Franco Califano e Nisa, per Ornella Vanoni. Un brano destinato a diventare iconico. Purtroppo, le porte dello spettacolo per Bindi continuano a restare chiuse.
Il documentario, attraverso le testimonianze di amici, giornalisti e alcuni tra i più grandi interpreti della musica italiana, da Iva Zanicchi a Michele Bravi, da Orietta Berti a Grazia Di Michele, Morgan, ripercorre le tappe principali della carriera di Bindi, per restituire dignità a un artista e a una produzione musicale per troppo tempo ignorata, che merita invece di entrare a far parte della letteratura musicale a pieno titolo.
A guidare il pubblico in questo viaggio corale alla riscoperta del cantautore ligure è Silvia Salemi che restituisce un ritratto intenso e autentico di un artista straordinario, il più geniale e il più sottovalutato della scuola genovese.

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