Sinossi *: L’originalità del documentario risiede proprio nel suo impianto narrativo: i bambini diventano protagonisti assoluti del racconto visivo, impugnando direttamente le telecamere e trasformandosi in autori del proprio sguardo sul mondo. È questa spontaneità che la regista Federika Ponnetti ha voluto valorizzare, lasciando spazio alla libertà espressiva, ai punti di vista e alle emozioni dei più piccoli.
Tra le esperienze raccontate nel documentario trovano spazio i Circle time dedicati alle emozioni e al tema della velocità, ma anche percorsi di scoperta del territorio e del patrimonio culturale modenese con il loro sguardo inedito. Particolarmente significativa è stata la visita al Cimitero di San Cataldo, con la parte progettata dal noto architetto Aldo Rossi, osservato attraverso gli occhi e la sensibilità dei bambini. Altri gruppi hanno invece visitato il Museo Enzo Ferrari, la Torre Ghirlandina e l’Acetaia Comunale dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Alcuni bambini hanno esplorato gli Orti dei Nonni “Buon Pastore”, altri hanno scoperto l’archivio dell’architetto Cesare Leonardi, mentre altri ancora hanno partecipato a laboratori di action painting e a un’esperienza immersiva in un ambiente trasformato in White Cube, vivendo il colore attraverso il corpo e il movimento.
Il documentario si conclude con immagini provenienti dagli archivi personali delle famiglie coinvolte, componendo un racconto corale e collettivo che mette al centro la bellezza delle differenze e l’unicità di ogni bambino e bambina, e quindi dell’essere umano.