Sinossi *:
"Nelle Forme del Vento", di cui "Dove Scompare Ogni Figura" è il primo esito audiovisivo, è un progetto di arte sonora e visiva site-specific che indaga il rapporto fra identità, lingua, memoria e paesaggio sonoro nei territori dei Monti Dauni, tra i comuni di Faeto e Celle di San Vito. Il progetto si è sviluppato in una dimensione partecipativa e comunitaria, nascendo dal desiderio di ascoltare un territorio attraverso le sue risonanze più profonde: il suono, la voce, il respiro del paesaggio. È un’opera che interroga la relazione tra identità e memoria, tra presenza e assenza, tra l’essere umano e la terra che lo abita. Il vento, elemento invisibile e mutevole, diventa il simbolo di una cultura che attraversa, trasforma e unisce: un vento che porta con sé le storie, i canti e i silenzi dei luoghi.
"Nelle Forme del Vento" nasce da un atto di ascolto e attraversamento profondo del territorio. La ricerca non intende “rappresentare” i luoghi, ma abitarli poeticamente, lasciando emergere il loro suono interiore. Attraverso la voce, il suono della lingua, il progetto apre finestre invisibili, luoghi sospesi dove le storie vengono custodite e condivise, per “cogliere un po’ dell’essenza del luogo”.
Il vento diventa metafora dell’ascolto e del passaggio: un elemento invisibile ma presente, capace di trasportare le voci, i respiri, i suoni, le storie di chi abita la terra, come scriveva Cesare Viviani: “Chi spezzerà le catene del fare, per affondare e disperdere il suo sguardo nelle forme del vento?” (da Cesare Viviani, “L’opera lasciata sola”)
Attraversando i centri abitati dei Monti Dauni siamo entrati in dialogo con un territorio che custodisce una stratificazione di memorie e voci spesso sommerse.
Sono luoghi in cui il tempo sembra espandersi, dove l’ascolto può diventare gesto politico e poetico insieme. Particolare interesse riveste, in questo contesto, la presenza della lingua minoritaria franco-provenzale, ancora viva nei comuni di Faeto, Celle di San Vito. Questa lingua antica, fragile e preziosa, custodisce un patrimonio fonetico e poetico unico: un ritmo, un accento, una sonorità che raccontano secoli di migrazioni, incontri e resistenze. Nel nostro progetto la lingua diventa materia sonora e memoria vivente, parte integrante della ricerca: un paesaggio linguistico da ascoltare, registrare, tradurre in canto, e restituire alla comunità come eco condivisa. L’ascolto della lingua, nelle sue sfumature e nei suoi silenzi, è per noi un atto politico di riconoscimento e di cura.
Nei Monti Dauni, dove la forza del paesaggio e la fragilità dello spopolamento convivono, il progetto diventa anche un atto di resistenza poetica: ascoltare per non dimenticare, dare forma sonora a ciò che rischia di scomparire. Il suono, più della parola, conserva tracce di vita e di tempo: una voce, un canto, un accento antico o il rumore del vento diventano archivi emozionali, patrimoni condivisi.



Note:
Realizzato nell'ambito dell'attività “Carovana Culturale” nei borghi dei Monti Dauni, all'interno di Lucera 2025 - Capitale Cultura Puglia.

ULTIME NOTIZIE