Sinossi *:
Cosa possiamo davvero cambiare, quando parliamo di parità di genere?
E’ la domanda principale a cui sono chiamati a rispondere un gruppo di adolescenti impegnati in un percorso di confronto e ricerca sugli ostacoli alla parità di genere. È dal dialogo tra loro che tutto prende forma: esperienze personali, dubbi, contraddizioni. Attraverso discussioni, attività e incontri nelle scuole, i ragazzi e le ragazze iniziano a interrogarsi sui modelli che attraversano il loro quotidiano e che influenzano, spesso inconsapevolmente, pensieri e comportamenti.
I testi dei brani di musica trap, la rappresentazione di genere all’interno dei film, dell’arte e dello sport, l’uso del corpo della donna (e di quello dell’uomo) nelle pubblicità, ma anche il linguaggio da spogliatoio e il “cat calling”
il consenso, le molestie verbali, le prospettive lavorative, il pay gap: : il gruppo esplora le radici culturali della disparità e della violenza di genere, mettendo in discussione ciò che fino a quel momento era apparso normale. E affiora forte la consapevolezza che molti stereotipi di genere proiettino il loro condizionamento fin dall’infanzia, con la divisione tra i giochi e sport da maschi e da femmine, i colori rosa e azzurro, i principi coraggiosi e le graziose principesse da salvare.
All’interno di alcuni laboratori nelle scuole con studenti e studentesse più piccoli questi modelli emergono con ancora maggiore chiarezza, mostrando come gli stereotipi si formino fin dall’infanzia e si trasmettano nel tempo. È così che prende forma l’immagine della piramide della violenza: una struttura che ha al vertice gli episodi più estremi, ma che si regge su una base ampia fatta di parole, gesti e abitudini quotidiane.
Smontarla significa partire proprio da lì.
Dalle cose che si possono cambiare.

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