CANNIBALI - Il documentario che racconta una stagione
irripetibile della letteratura italiana
Ci sono fenomeni culturali che, a distanza di decenni, continuano a far discutere.
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Cannibali”, documentario diretto da Hilary Tiscione e scritto insieme ad Aldo Nove, prova a rimettere ordine nella storia della cosiddetta "Gioventù Sannibale", il gruppo di autori e autrici che, nella seconda metà degli anni Novanta, scosse profondamente il panorama letterario italiano.
Il film ricostruisce quel periodo attraverso un ricco lavoro di materiali d’archivio: estratti di programmi televisivi, articoli di giornale e immagini dell’epoca accompagnano le testimonianze di chi quella stagione l’ha vissuta in prima persona. Ne emerge il ritratto di un movimento che fece della provocazione il proprio marchio di fabbrica, attirando allo stesso tempo entusiasmo e dure critiche.
Infatti, in questo, il documentario è onesto. Non riporta soltanto gli elogi che vennero fatti agli scrittori e alle scrittrici del movimento, ma anche quelle che furono le critiche aspre, come chi li accusava di raccontare una violenza non necessaria, torbida. Insomma, la regista dà spazio sia ai complimenti sia alle valutazioni negative e perplesse.
Al centro del racconto c'è naturalmente l’antologia “Gioventù cannibale”, pubblicata da Einaudi Stile Libero, diventata il simbolo di una generazione intenzionata a rompere ogni convenzione narrativa. Le loro storie non cercavano consolazione né redenzione: mettevano in scena violenza, sangue, sesso, degrado e ogni forma di eccesso con un linguaggio diretto, spesso disturbante, rifiutando qualsiasi censura o addolcimento della realtà. La loro modalità di raccontare le disperazioni e il consumismo dell’epoca in modo molto crudo fece ampiamente discutere, un esempio è l’opera “Satirica e disperata Puerto Plata Market” di Aldo Nove, citata nel film.
Il documentario lascia spazio ai protagonisti di quella stagione, tra cui Aldo Nove, Tiziano Scarpa, Alda Teodorani, Raul Montanari ed Emanuele Trevi, restituendo punti di vista differenti su un fenomeno che contribuì a ridefinire il rapporto tra letteratura e cultura pop. Interessante anche il richiamo alle influenze provenienti dal fumetto d’autore, con riferimenti ad Andrea Pazienza e a un immaginario capace di contaminare linguaggi diversi. Di quel movimento fece parte anche Niccolò Ammaniti, oggi uno dei più noti scrittori italiani, e nel film vediamo estratti di programmi televisivi dell’epoca in cui anche lui racconta la sua visione.
Il punto di forza di questo lavoro sta nell’essere super partes: emerge chiaramente la volontà di contestualizzare quel momento storico senza trasformarlo in una celebrazione nostalgica. “
Cannibali” mostra come quelle opere fossero figlie del loro tempo, ma anche quanto abbiano inciso sul modo di raccontare la realtà, spingendo la narrativa verso nuovi territori.
La qualità di realizzazione dell’opera è alta, ma non si può dimenticare quanto sia di nicchia il tema affrontato. È un’opera interessante soprattutto per chi è appassionato di letteratura, ma si apre alla comprensione anche di chi vuole capire come nasce un fenomeno culturale capace di dividere il pubblico e lasciare un segno duraturo.
È un piacevole viaggio nella memoria di una generazione di autrici e autori spregiudicati, estremi e intenzionati a sfidare ogni limite, la storia di un movimento che ancora oggi deve trovare un suo spazio preciso nella storia della letteratura.
14/07/2026, 11:34
Marta Bello