EURO BALKAN FILM FESTIVAL 9 - A Claudio
Magris il premio Ismail Kadaré
Claudio Magris riceverà il Premio Ismail Kadaré per la cooperazione culturale euro-balcanica; un film di Indro Montanelli riporterà sullo schermo la notte in cui fu soffocata la rivoluzione ungherese. Cinema, letteratura e memoria del Novecento si incrociano nella nona edizione dell’
Euro Balkan Film Festival , in programma a Roma dal 31 ottobre al 7 novembre 2026. Accanto alle proiezioni, la manifestazione inaugura gli EBFF Industry Days, tre giornate dedicate alle relazioni produttive fra Italia, Europa e Paesi balcanici.
Promosso dall’Associazione Occhio Blu – Anna Cenerini Bova e diretto da Mario Bova, il festival porterà undici lungometraggi e dodici cortometraggi in concorso fra Casa del Cinema, Cinema Farnese, Cinema Troisi e Palazzo San Lorenzo. Due appuntamenti anticiperanno l’apertura: il 17 ottobre al Nuovo Moderno di Cerveteri e il 23 ottobre a Palazzo San Lorenzo, a Roma. Il titolo dell’edizione, «L’Europa non si congeda dai Balcani», riassume un programma che lega le vicende della regione alle questioni europee del presente: appartenenza, confini, emancipazione, guerra, trasmissione della memoria.
«La IX edizione dell’EBFF ancora una volta conferma l’importanza delle cinematografie balcaniche, divenute certamente bacini di coproduzione tra i più promettenti del cinema europeo», dichiara Bova. «Lo dimostrano la novità dei linguaggi, la ricchezza delle analisi sociali, la profondità della memoria, ma anche la mobilitazione del cinema femminile e l’innovazione dei giovani cineasti della Regione». Una prospettiva che il programma sviluppa su due piani: i film, chiamati a raccontare le trasformazioni sociali e le eredità del passato, e gli incontri professionali, pensati per favorire nuove collaborazioni.
Magris, il confine come spazio di conoscenza
Il 3 novembre alla Casa del Cinema, alle 19.30, sarà consegnato a Claudio Magris il Premio Ismail Kadaré. Nato nel 2024 nell’ambito del focus Cinema e Letteratura dedicato alla memoria dello scrittore albanese, il riconoscimento premia personalità che hanno contribuito al dialogo culturale fra Italia, Europa e Balcani. Dopo Miljenko Jergović, premiato nel 2025, la scelta cade su un autore che ha posto al centro della propria opera la frontiera mitteleuropea e adriatica.
Da Danubio a Microcosmi, da Un altro mare ad Alla cieca e Utopia e disincanto, il percorso di Magris attraversa lingue, identità, esili e geografie segnate dalla scomparsa degli imperi e dalle fratture della storia. Nel programma del festival, il suo sguardo sul confine — a partire da Trieste — diventa un punto di incontro fra letteratura e riflessione sull’Europa. Con Paolo Di Stefano, scrittore e firma del Corriere della Sera, Angelo Ferracuti, scrittore e autore di reportage e Luisa Chiodi Direttrice dell’OBCT, il panel celebrerà la voce unica di Magris. La voce recitante della cerimonia sarà quella di Saverio La Ruina. L’appuntamento sarà preceduto, alle 18.30, dalla presentazione di In viaggio per l’Albania, scritto da Paolo Rago, Bardhe Karra e Franc Shlaku. Accanto a Rago interverranno Roberto Morozzo della Rocca, Fabio Capanni, Giorgio Albonetti e Paolo Verri. Nella stessa giornata, il concorso proporrà Più forte dei Ciclopi di Stefano Grossi, dedicato allo scrittore e intellettuale albanese Fatos Lubonja, arrestato nel 1974 e condannato ai lavori forzati dal regime di Enver Hoxha. All’incontro sul documentario parteciperanno Dacia Maraini, Lubonja, Claudio Bazzocchi e Grossi, con la moderazione di Dina Iordanova.
Undici film, dalle eredità jugoslave alle nuove identità
Il concorso internazionale si aprirà il 31 ottobre alla Casa del Cinema con Whites Wash at Ninety di Marko Naberšnik e Obraz di Nikola Vukčević. Il primo segue la crescita di Bronja Žakelj nella Lubiana degli anni Ottanta e mette in relazione la storia familiare con i mutamenti che accompagnano la dissoluzione della Jugoslavia. Il secondo torna alla Seconda guerra mondiale: nella Jugoslavia occupata, un uomo musulmano albanese deve decidere se proteggere un bambino cristiano perseguitato dalle forze fasciste. Entrambe le proiezioni saranno accompagnate da incontri con i registi.
Il 2 novembre sarà la volta di Electing Ms Santa di Raisa Răzmeriță, documentario su un’attivista moldava che sceglie di candidarsi a sindaca, sfidando stereotipi e ruoli di genere. In programma anche Gundi: Legend of Love di Dimitar Dimitrov, ritratto del calciatore bulgaro Georgi Asparuhov, fra imprese sportive, vita sentimentale e contraddizioni della società socialista.
Fra le opere selezionate, A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra di Jacqueline Lentzou, presentato nella sezione Orizzonti di Venezia 83, dove l’autrice ha ricevuto il premio per la regia. Al centro del film, in programma il 4 novembre al Farnese e introdotto da Ado Hasanović, una quindicenne greca che trova nella voce di una cantante una possibilità di relazione con il mondo. Nella stessa giornata, Blum: Masters of Their Own Destiny di Jasmila Žbanić ricostruirà la vicenda di Emerik Blum, sopravvissuto alla Shoah e fondatore di Energoinvest, attraverso un’esperienza industriale basata su autogestione e partecipazione. All’incontro parteciperanno la regista e Caterina D’Amico, con Maurizio Sciarra.
Il 5 novembre il concorso presenterà I Matter di Alina Șerban e Nina Roza di Geneviève Dulude-De Celles. Il primo, vincitore dell’Armani Beauty Audience Award nella sezione Spotlight di Venezia 83, racconta un’adolescente rom che cerca un futuro mentre affronta la detenzione del padre e il rischio di lasciare l’orfanotrofio. Șerban è la prima regista rom romena ad aver portato un lungometraggio alla Mostra. Nina Roza, premiato alla Berlinale 76 con l’Orso d’argento per la sceneggiatura e scelto dal Canada per l’Oscar internazionale, segue invece un curatore d’arte emigrato da decenni che torna in Bulgaria per verificare le opere di una bambina prodigio diventata virale online. L’indagine riapre il confronto con le proprie radici.
Il 6 novembre chiuderanno la selezione dei lungometraggi Beautiful Evening, Beautiful Day di Ivona Juka e Yugo Florida di Vladimir Tagić. Nel primo, scelto dalla Croazia per l’Oscar internazionale, tre artisti ed ex partigiani affrontano nella Jugoslavia del 1957 censura e persecuzione politica e sessuale. Nel secondo, la malattia terminale del padre costringe un figlio a intraprendere con lui un ultimo viaggio sull’automobile che dà il titolo al film: un percorso nel quale la memoria jugoslava fa da sfondo a distanza affettiva, responsabilità e riconciliazione.
La giuria ufficiale sarà presieduta da Gregor Božič, con Marina Kostova, Massimiliano Battistella, Enzo Monteleone ed Edmund Budina; Valerio Caruso sarà presente per il Premio Cineuropa. Sono previste anche una Giuria Giovani per i lungometraggi, una Giuria di Giovani Critici Cinematografici per i corti e una Giuria delle Radio Universitarie selezionata da RadUni, chiamata ad assegnare il Premio Sguardo Giovane e quello per le migliori musiche.
27/10/2026, 10:11