EFEBO D'ORO 48 - Presentati i titoli dei due
concorsi. Apertura con Christian Petzold
48a edizione per
Efebo d’Oro Film Festival, che dal 7 al 15 novembre 2026 proporrà a Palermo un ricco calendario di proiezioni, tributi, focus e approfondimenti, in una larga celebrazione della letteratura europea e del cinema internazionale. Centro nevralgico della manifestazione saranno i Cantieri Culturali alla Zisa, che accoglieranno negli spazi del Cinema De Seta, del CSC Centro Sperimentale di Cinematografia - Sede Sicilia, dell’Institut français di Palermo, dell’Accademia di Belle Arti e del Cre.Zi Plus la programmazione di questa edizione; tuttavia alcuni appuntamenti faranno incursione presso il Teatro Garibaldi e la sede centrale dell’Accademia di Belle Arti (via Papireto).
In 9 giorni di festival si presenteranno le due sezioni competitive:
Efebo d'Oro, concorso internazionale con 5 film tratti da opere letterarie, ed
Efebo Prospettive, concorso internazionale rivolto alle opere prime o seconde (senza alcun vincolo di collegamento con fonti letterarie), anch'esso composto da 5 film.
Al contempo verrà assegnato il
Premio Efebo d’Oro alla Carriera a
Christian Petzold, regista tedesco attivo dagli anni Ottanta capofila del movimento cinematografico della cosiddetta “Berliner Schule” (la Scuola di Berlino), autore tra le voci più autorevoli del cinema europeo contemporaneo che introdurrà le proiezioni dei suoi ultimi quattro film e sarà protagonista di una conversazione sul suo cinema (martedì 10 novembre, ore 16.30 - Sala Bianca CSC Centro Sperimentale di Cinematografia - Cantieri Culturali alla Zisa). Petzold riceverà l’
Efebo d’Oro alla Carriera sabato 7 novembre, alle ore 20 presso il Cinema De Seta, e a seguire presenterà "
Miroirs no.3", il suo ultimo film.
Alla poetessa e scrittrice austriaca
Ingeborg Bachmann (1926-1973), voce leggendaria della letteratura in lingua tedesca del secondo Novecento, sarà dedicato un omaggio cinematografico di quattro film, in occasione del centenario della nascita, tra cui il nuovissimo documentario della regista tedesca "
Regina Schilling, Ingeborg Bachmann – Jemand, der einmal ich war" (2026), con protagonista la candidata al Premio Oscar Sandra Hüller, proiettato in anteprima siciliana dopo la presentazione al Filmfest München e alla Festa del Cinema di Roma.
Il regista francese
Damien Odoul, autore che si muove fra poesia e cinema, sarà al centro di un focus - che arriva a Palermo immediatamente dopo la retrospettiva della Cinémathèque Française e che anticipa il tour del regista presso gli Istituti di cultura francese di Napoli, Roma e Firenze - comprendente quattro film che tracciano il suo percorso artistico, oltre ad una masterclass (giovedì 12 novembre ore 16, Accademia di Belle Arti, Aula Magna di via Papireto) e la presentazione della sua più recente raccolta di poesie “
cent un poèmes / centouno poesie 1985-2009” (venerdì 13 novembre, ore 18 - Cre.Zi Plus).
I trent’anni della carriera del grande cineasta
Hong Sang-soo, autore della saga più originale e indipendente del cinema sudcoreano, vengono festeggiati con l’inaugurazione della sezione Aspettando Hong Sang-soo, in cui si presentano il terz’ultimo e il penultimo dei suoi film: "
What Does That Nature Say to You" (2025) e "
The Day She Returns" (2026), entrambi presentati alla Berlinale nelle ultime due edizioni.
Da sottolineare le proiezioni
fuori concorso, che danno spazio ad alcuni lavori che portano la firma di talentuosi autori siciliani: vedi il già citato "
Se mai le cose" (2026) di Giulia Cosentino, racconto intimo e privato che si muove tra oggetti, archivio e sguardo femminista; "
Giudè" (2026) di Dario Lanfranca, corto ispirato alle novelle di Luigi Pirandello “Padron Dio” e “Canta l’Epistola”, che dall’autore girgentino recupera il senso di straniamento calando una parabola cristologica nel contesto di una Sicilia soleggiata del presente, fotografata da Daniele Ciprì. I due cortometraggi di Cristiano Giamporcaro "
La ricomparsa delle lucciole/Finding Fireflies" (2023) e il lavoro postumo "
Che bella giornata!" (2026), che testimoniano la delicatezza dello sguardo di questo giovane regista, scomparso prematuramente nel mese di agosto dopo essere stato travolto da un gommone nelle acque di Lampedusa. E l’anteprima assoluta dell’ultimo documentario di Marco Amenta "
Odio gli indifferenti" (2026), che prende le mosse dall'arresto illegale di Antonio Gramsci - su ordine diretto di Mussolini, operato dalla criminale polizia fascista l’8 novembre del 1926 alle ore 22.15 - che il festival proietta cento anni più tardi, ed esattamente alla stessa ora dell’arresto, sullo schermo del Cinema De Seta, per dare voce, attraverso i quaderni e le lettere che il grande pensatore e uomo politico scrisse dal carcere, ad un evento che coincise con la soppressione di ogni spazio democratico in Italia, giacché il giorno dopo venne cancellato il Parlamento italiano.
Come ogni anno non mancherà l’assegnazione del
Premio Mestieri del Cinema - Città di Palermo che in questa edizione va alla compositrice di colonne sonore per film e pianista palermitana
Giulia Tagliavia. Alla consegna del premio, in programma domenica 15 novembre alle ore 17.30 presso il Cinema De Seta, farà seguito la proiezione di "
Il palazzo" (2011) di Federica Di Giacomo, per cui
Giulia Tagliavia ha realizzato la colonna sonora. La compositrice sarà inoltre protagonista di una masterclass (mercoledì 11 novembre, ore 16 - Spazio Nuovo dell’Accademia di Belle Arti, Cantieri Culturali alla Zisa).
Un momento di approfondimento sarà riservato al progetto “
Questione di Festival. Incontri di Cinema”, promosso dall’AFIC - Associazione dei Festival Italiani di Cinema, di cui l’Efebo d’Oro fa parte, che presenta la sessione “I festival valgono. Analisi sui territori”. Il convegno a Palermo (venerdì 13, ore 15 - CSC Centro Sperimentale di Cinematografia - Cantieri Culturali alla Zisa) segna l’inizio di un percorso di cinque appuntamenti che l’AFIC porterà avanti nell’arco di dodici mesi toccando altrettanti festival in giro per la penisola.
La 48a edizione dell’
Efebo d’Oro Film Festival saluterà il suo pubblico domenica 15 novembre alle ore 20.30 presso il Cinema De Seta con la cerimonia di premiazione, e con l’evento di chiusura: la proiezione in anteprima nazionale di "
Kokurôjô/The Samurai and the Prisoner" di Kiyoshi Kurosawa, ultima opera del grande maestro giapponese contemporaneo, presentata a Cannes 2026, che ci conduce dentro un enigma di irripetibile fascino, portando nel suo microcosmo il tema scenografico ricorrente della sua filmografia: l’Apocalisse. Che, prima ancora che distruzione, è messa in discussione della logica comune.
I titoli del
concorso Efebo d’Oro esplorano variegate possibilità di adattamento cinematografico attraversando cinque paesi del mondo (Portogallo, Francia, Algeria, Stati Uniti e Giappone) e cinque autori e autrici di opere letterarie internazionali del passato e del presente: infatti se "
A Providência e a Guitarra" di João Nicolau (apertura dell’ultimo festival di Rotterdam) prende le mosse dall’omonimo racconto di Robert Louis Stevenson del 1890,"
The Arab" di Malek Bensmaïl (anteprima a Rotterdam 2026) si ispira all’omonimo romanzo di Kamel Daoud (in Italia “Il caso Meursault”) che a sua volta riscrive, dal punto di vista dell’uomo arabo ucciso, la vicenda de “Lo Straniero” di Albert Camus; mentre "
Late Fame" di Kent Jones - che vanta l’intensa interpretazione di Willem Defoe nei panni del protagonista - deriva dall’omonima novella di Arthur Schnitzler scritta tra il 1894 e il 1895 (in Italia tradotta con “Fama tardiva”); si arriva poi al nipponico "
All the Lovers in the Night" di Yukiko Sode (già a Cannes 2026) che prende le mosse dall’omonimo romanzo di Mieko Kawakami del 2011, e a "
Mémoire de fille" di Judith Godrèche (anch’esso a Cannes 2026) che offre il suo sguardo cinematografico all’omonimo romanzo della scrittrice francese, premio Nobel, Annie Ernaux.
E in un ottica di collaborazione e di condivisione l'Efebo partecipa al Grand Opening del Teatro Garibaldi a cura di Fondazione Studio Rizoma con la proiezione del film "
The Arab" di Malek Bensmail, in programma sabato 14 novembre alle ore 21. Una scelta fortemente voluta che sottolinea l’intesa e la partnership tra l’Efebo e la sezione cinema del Nuovo Teatro Garibaldi.
Il
concorso Efebo Prospettive, dedicato a cinque opere prime e seconde, attraversa altrettanto ampiamente i continenti: si parte dal film palestinese "
Chroniques des années de siège" di Abdallah Al-Khatib (vincitore del Premio come migliore Opera Prima a Berlino), racconto corale sull’umanità afflitta dal massacro israeliano a Gaza; si passa attraverso la Francia di "
La vie d’une femme", secondo film di Charline Bourgeois-Tacquet (in concorso a Cannes 2026), sull’estenuante vita quotidiana (e sui sogni di romanticismo) di una chirurga interpretata da un’intensa Léa Drucker, e sull'Italia (vista da una prospettiva francese) di "
La Gradiva", opera prima della direttrice della fotografia Marine Atlan, vincitrice dell'ultima Semaine de la Critique di Cannes, sui turbamenti adolescenziali di una scolaresca d'oltralpe in visita a Napoli; si arriva poi in Giappone con In "
My Father’s Room" di Maha Harada, tratto dal racconto “An Unnecessary Man” della stessa regista, già autrice di successo in patria; e si approda infine in Messico con l'anteprima internazionale di Lo que nos van dejando di Issa García-Ascot, sulle ricerche di una biologa molecolare che diventano ricerche sui traumi del suo passato, sullo sfondo di un'impenetrabile giungla.
Il vincitore del
Premio Efebo d’Oro al Miglior Film tratto da un’Opera Letteraria sarà decretato da una giuria composta dal regista e sceneggiatore italiano-statunitense Jonas Carpignano, dal critico e saggista italiano Emiliano Morreale e dalla regista tedesca Regina Schilling. Il regista Jonas Carpignano - autore di tre straordinari lungometraggi come Mediterranea (2015), A Ciambra (2017) e A Chiara (2021) - sarà inoltre protagonista di una masterclass giovedì 12 novembre (ore 10.30, Sala Bianca CSC Centro Sperimentale di Cinematografia - Cantieri Culturali alla Zisa).
Il
Premio Efebo Prospettive alla Migliore Opera Prima o Seconda, sarà invece assegnato dalla regista Giulia Cosentino (di cui si proietterà fuori concorso Se mai le cose, il suo ultimo cortometraggio), dalla docente universitaria Mariagrazia Fanchi (che terrà un seminario sulla parità di genere e inclusione nell'industria cinematografica italiana) e dalla compositrice di colonne sonore Giulia Tagliavia (a cui andrà il Premio Mestieri del Cinema - Città di Palermo).
29/10/2026, 13:00