UNA STORIA VERA - Il bisogno di ricordare un sorriso
Mariano Lamberti ha scritto la storia insieme a
Riccardo Pechini e ne ha poi curato la regia scovando angoli di Roma talmente noti che ripresi da un cellulare in mano ad un ragazzo riescono a sembrare luoghi misteriosi o sconosciuti. Giochi di luci ed ombre che, dai marciapiedi del centro storico, si rispecchiano anche nella vita di Giulio (
Giulio Guerrisi) un ragazzo ossessionato dall’idea di voler fissare le immagini di ogni istante della sua giornata per poter rivivere tutti i momenti vissuti, con lo scopo di risvegliare le emozioni che si sono susseguite nella propria vita, ogni volta che si riguardano i video. Una speranza vana, quella rivivere esattamente le stesse sensazioni semplicemente riguardando i video girati senza soluzione di continuità, al limite del caso clinico. Anche gli amici lo implorano di posare il cellulare o di spegnere la telecamera accesa, ma Giulio non riesce a smettere di riprendere ogni istante della sua vita. Quello di dare ad un oggetto il potere di entrare costantemente, non solo la sua vita, ma anche quella di sua sorella Grazia (
Grazia La Ferla) ci racconta di una famiglia problematica. Con l’arrivo del suo nuovo amico Alessio (
Alessio Bisaccia) in vacanza a Roma durante un torrido agosto del 2024, Giulio perde completamente la lucidità ed entra in uno stato d’animo quasi morboso che ha del patologico. I giorni passano mentre i due ragazzi cercano di conoscersi meglio, attratti l’uno dall’altro scoprono i lati oscuri di ognuno di loro. La sofferenza è in entrambi legata a padri poco presenti, a madri ammalate di depressione che perdono il sorriso e la parola, perse in una loro sofferenza interiore che immancabilmente sconvolge e travolge le relazioni all’interno della famiglia. La tensione sale quando i due non riescono a comprendersi e a vivere in modo sereno le proprie emozioni, facendosi travolgere dalle proprie ansie e dalle proprie paure, per entrambi legate all’abbandono. Una buia foresta alle porte della città mette alla prova le loro anime sofferenti.
Lamberti è riuscito a regalare una magia particolare alla città, luci e colori di una Roma meravigliosa sono stati colti in luoghi che sono sotto gli occhi di tutti, ma che solo con una particolare sensibilità dietro l’obiettivo, si riesce a rendere così iconici come questi di “Una storia vera”. Un plauso ai due interpreti, soprattutto alle loro interpretazioni naturali, mai costruite o forzate (complimenti alla presa diretta che ci permette di apprezzare la loro recitazione mai stonata o fuori le righe).
Prodotto da MOVIHEART in collaborazione con ITHACA, presentato alla giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, il film ha vinto il Premio Miglior Film alla Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina 2026.
05/11/2026, 09:12
Silvia Amadio