Note di regia de "La Vita Segreta dei Giocattoli"
Una delle frasi più rappresentative di Roberto Papetti è: “Non è un’idea giusta, è giusto un’idea!” Un atteggiamento che riflette il suo approccio creativo, aperto e non giudicante, da cui nasce una sperimentazione continua. Forte della sua lunga esperienza sia in ambito creativo che educativo, sente oggi l’urgenza di trasmettere a tanti il proprio sapere. Roberto guida il racconto attraverso una “voce pensiero” che accompagna l’intero film, intrecciandosi alle immagini del suo lavoro: lo vediamo mentre progetta, disegna, scolpisce, costruisce, ma anche mentre cammina, viaggia, legge o si ferma a riflettere. I testi che lo ispirano diventano per lui materia viva: non solo letture, ma tracce che si trasformano in progetti e giocattoli. Nei tre laboratori realizzati a Lido di Venezia, Roma e Palermo dove porta i giocattoli più rappresentativi della sua poetica, lo sguardo di Roberto si intreccia con quello dei bambini. Qui il gioco diventa occasione di apprendimento, riflessione e immaginazione condivisa, toccando temi come ecologia, pace e riciclo. A Ravenna il film si concentra anche sulla dimensione più intima del protagonista: la raccolta dei materiali naturali tra le dune e i canneti, il lavoro nel suo studio. Segue la preparazione della sua prima grande retrospettiva al MAR di Ravenna, che segna un importante riconoscimento della sua ricerca artistica. L’allestimento della mostra restituisce la tensione di un momento di riconoscimento pubblico, dopo una carriera spesso percepita come “un picnic ai bordi dell’arte”. Durante l’arco narrativo del film Roberto lavora il legno per costruire un’opera che si svela solo nel finale, si tratta dell’Equilibrista, installato come opera di Land Art lungo il fiume Lamone, in memoria dell’alluvione del 2023 e rappresentativa del rapporto fragile tra uomo e natura. I giocattoli, lontani dallo sguardo del mastro giocattolaio e dei bambini, prendono vita attraverso animazioni in stop-motion, che danno forma visiva alla concezione animista di Papetti e accompagnano il pensiero magico dei bambini. Il film si interroga infine sul ruolo del giocattolo oggi: da oggetto di consumo a strumento di immaginazione e costruzione. In un contesto segnato da crisi climatica, pandemia e trasformazioni sociali, il lavoro di Papetti diventa occasione per riflettere su manualità, educazione, riciclo, comunità e pace. La carovana portata dai bambini invaderà lo skate park del quartiere in un sit-in per lanciare il proprio messaggio di pace. A conclusione del documentario si avrà la rivelazione del giocattolo che Roberto sta costruendo, l'Equilibrista, simbolo del rapporto fragile tra esseri umani e natura.
Sara Zavarise, Alexandra D'Onofrio